Sotto la stessa luna
Nicolina Macari
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Si spogliò la luna
al matrimonio con il mare.
Fu virtuosa armonia di luce.
Persa nella notte
mi appagò di sinfonia
e mi chiesi
oltrepassando una barca,
come possa elevarsi
di bellissima pupilla
per essere aurea e magia
che si ripete all'infinito.
E chissà quanti amori
avrà scritto
nei suoi antichi sorrisi,
tra stoffe grigie di nubi,
perché anche tra le bende
riflette un'onda che torna
con il suo petto bianco
e porta conchiglie.
Com' è benedetto il cielo
quando d' argento lo diffonde,
accolta sposa
e promessa nelle sue memorie,
orbita e si aprono le sonate di stelle,
ma trema e piange
nel morso dolce dell'alba.
©
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