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Impressioni 21 maggio 2014 · lettura 1 min · 2335 letture

Fluire

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Lieve fluire la carezza sulle spighe Nella qual mano niente rimane In quest'attimo di primavera adamantina. Vanno ritirandosi i pensieri E tuttavia si dilata il ricordo Degli apicali fusticini tra le dita. Sembra d'essere desti ancora Oppure in un sogno che avvolge Come una bolla che culla.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (6)

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Catia Dinoni21 maggio 2014

... E sono immagini vive, reali, ch'emergono da questi versi, purezza e semplicità rincorre quel fluire tra le dita, che tutto sfiora e nulla trattiene se non la carezza dell'istante, credo che percorrendo un campo, scorrendo i pensieri nell'attraversarlo, ascoltando il fruscio del vento che muove in una danza le spighe per poi saperlo trasportare con questa espressività, ecco, questo è poesia dell'anima che sa cogliere e sopratutto si nutre della bellezza della natura.

Carla Colombo21 maggio 2014

Bellissime sensazioni, calda brezza primaverile che bacia il volto nell'inspirare la bellezza confortante della Natura... sfiorare le spighe di grano e dopo il tocco sentire ancora la presenza degli "apicali fusticini" sui polpastrelli, quasi che il loro lieve e sereno vivere contagiasse tutto l'involucro umano liberato da altre contaminazioni... questo è ciò che l'autore trasmette molto bene!

Rosita Bottigliero21 maggio 2014

una sensazione da provare e accarezzare il dolce vellutato sentire... molto apprezzata

Jibi21 maggio 2014

Una poesia soave e delicata, sensazioni dolcissime che traportano, donando benessere all’anima ed espandono il respiro E’ necessario far trascorrere alcuni minuti prima di riprendersi dal magico incanto... Eccelsa!

Maurizio Melandri21 maggio 2014

Bella la metafora della bolla come culla... ci si può adagiare dentro, come i sogni, e come per i sogni basta un niente per far svanire l'incantesimo. Delicata poesia, pregna di ricordi.

Elle21 maggio 2014

Sensazioni che rilasciano un particolare benessere che anestetizza l'aria... Nasce una particolare forma dimensionale in cui ci si culla al riparo da tutto e "tutti"... Il grano esposto al vento, in abbandono... libero; le spighe ... tra le mani, qualcosa di sottile, di fragile, comunque ancorato alla terra, resistente, fertile, generoso di dorati chicchi...