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Riflessioni 22 maggio 2014 · lettura 1 min · 2774 letture

Sensibile, esperibile

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Necessità prepotente d'ordinare mediante una partenogenesi Le immagini che fioriscono dal petto O nella lingua che sboccia nella mente. Resuscitare un uomo all'uopo Più confacente ai desideri sociali Non è previsto dall'orizzonte umano. Nonostante quest'epoca assuma I deliziosi consigli dei tanti saggi Che ci conducono nei recinti cinti Con filo spinato e cemento, ora È il momento di incenerirsi.
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Incenerirsi per rinascere...

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (6)

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carla composto22 maggio 2014

risorgere dalla ceneri purificati dal fuoco, come araba fenice... versi intensi e belli lego sempre volentieri questo valente autore...

Antonella1722 maggio 2014

Divenire nuova persona, purificando l'anima annerita nel tempo. Bellissima lirica grande spunto

Francesco Rossi22 maggio 2014

Rinascere con lo spirito antico della sana idealità all'insegna di una lotta consapevole contro la globalizzazione e il vociare mediatico di prezzolati pennivendoli.

Catia Dinoni22 maggio 2014

... Quanti saggi ben agghindati da buoni pastori con tra le mani tavole di belle parole che sembrano le leggi del buon vivere, ci invitano sorridendo a varcar la soglia di un recinto camuffato da un filo spinato dorato... Per fortuna c'è chi dice no a tutto questo, ci sono persone, uomini e donne che non si piegano ai meccanismi del marcio che la società odierna propina, prepotente è quel bisogno di unicità, anche se questo significa sperimentare sulla propria pelle cosa vuol dire risalire dal fondo, risorgere dall'impalpabile cenere, ma con certezza di un anima libera da ogni costrizione.

Grazia La Gatta22 maggio 2014

Riflessioni sempre molto profonde quelle che ci regala il bravo autore e che inducono il lettore a pensare. Bella lirica, molto significativa.

a
andrea ristori23 maggio 2014

L'uomo è concepito solo come strumento o forza lavoro necessario alla sviluppo economico sistematico di una società che non prevede, non accetta, non tollera, l'affermazione dell'io individuale perché rappresenta un pericolo per il concetto di massificazione che è fondamentale alla causa prima descritta.