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Ribellione 26 maggio 2014 · lettura 1 min · 2121 letture

Così tragico

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Raramente si viene irrorati In modo da trovare un talismano. L'occhiolino dorato si spande Nella nebbiosa falange urbana Per ghermire stomaci madidi. Oh sì, è vero, farmacie per tutte l'esigenze Spalancano le loro uscite secondarie Per infliggere cure a dismisura. Purtroppo l'ora giusta rivela Con precisione svizzera l'opera Nel quale uomo è schiavo. Persino l'inserto domenicale ha un suo costo Nel computo dell'evoluzione umana, Almeno quanto l'ampliamento necessario Del Castello degli oligarchi. Se non altro un po' di inchiostro simpatico Su dita ricoperte di stupore Salverebbe l'occhio Che sorge innocente sul mondo.
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Orologio, progresso o nuova schiavitù?

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (6)

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originale e ben scritta, stupenda la chiusa che dà il vero senso a tutta la poesia... il tocco di stupore sulle tue dita non manca

Alberto De Matteis26 maggio 2014

Una poesia che dovrebbe far riflettere molto... il progresso fa certamente bene, ma ci rende molto spesso schiavi di noi stessi.

Azar Rudif27 maggio 2014

Il tempo scorre sempre, uguale, identico inesorabile, senza soste e senza accellerazioni. Siamo noi che ce ne rendiamo schiavi e gli abbiamo lasciato il potere di decidere e di vivere in funzione dell'incognita "tempo". Meglio buttare gli orologi, io l'ho fatto secoli fa e con questi ribelli versi dove le parole sono state sapientemente pesate

Catia Dinoni27 maggio 2014

Una sottile ribellione irrora le vene, vene nelle quali scorrono versi che non vogliono essere stretti nella morsa del tempo, e delle costrizioni. Sopra il capo dell'uomo odierno incombe il pendolo pesantemente, lega a sé lo scorrere del quotidiano, ci siamo evoluti, si è vero, ma a discapito di cosa? Ci perdiamo per strada le piccole cose della vita, non abbiamo il tempo di soffermarci ad osservarla, rincorriamo costantemente qualcosa tralasciando che il nostro corpo più lentamente assimila i repentini cambiamenti. Dunque è un esigenza rallentare, riscoprire con lo stupore di uno sguardo ciò che abbiamo lasciato ai margini del nostro vivere.

carla composto28 maggio 2014

erich fromm diceva, almeno credo di ricordare, porgresso regresso... ormai siamo schiavi di una teccnologia che a volte ci soffoca e non ci rendiamo conto... bravo l'autore che mette in risalto questa modo di vivere al quale ormai ci siamo abituati...

Jibi28 maggio 2014

Si vive correndo troppo, dietro a impegni di ogni tipo dimenticando di ascoltare il nostro tempo interiore, il nostro bisogno di riposo, il tempo necessario per ascoltare noi stessi, per meditare. Cosi, spesso per molta gente la vita passa senza, in realtà, viverla veramente; senza capire che Qui- e-Ora è la vita, un non- tempo, dove ciò che conta è solo il nostro stato d’animo interiore che è di pace e benessere incondizionato. Piaciutissima!