Fuga dalla libertà
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (7)
forse il porta si iferice ai -cosiddetti sani- chi é normale? bravo il poeta a riproporre in versi di poesia ciò che E. Fromm ha analizzato nei suoi studi... che spesso nella normalità ci possa essere una patogia nascosta... bravo come sempre l'autore
La persona, ribelle, disobbediente, creativa che ha un’attività libera e spontanea, fa paura… La nostra società, non fa che insegnarci a uccidere e scoraggiare l’emozioni, e, ad uccidere con esse, il pensiero creativo naturalmente e inscindibilmente legato alle emozioni. Ormai il giusto ideale, pare essere quello di non pensare e vivere senza emotività. Permettimi di citare Froom in questa sua affermazione che sposo e condivido: “Essere emotivo è diventato sinonimo di instabile e squilibrato” Quanto è vero!
Si evince da questa lirica introspettiva, molto profonda, un allineamento sulle righe di un concetto frommiano. Fromm considerava l'adattamento umano un compromesso tra i bisogni reali e quelli immaginari, ponendo la questione dell'ambiente, che gioca un ruolo fondamentale per la formazione dell'essere umano. In definitiva per Fromm una società malata è capace di condizionare e far ammalare individui sani di mente. Ritiene inoltre che l'unione d'individui in piena consonanza con la natura sia un modello da perseguire per superare patologie psichiche della società attuale. In controtendenza, oggi, la nostra società credo che vada verso modelli eludenti il concetto frommiano di passione, rasentando tuttalpiù quello freudiano d'istinto.
Vogliono imbavagliare i nostri pensieri, vogliono ridurci allo stato di pecore belanti. La storia insegna che le persone anticonformiste che riescono a ragionare con "la propria testa" sono state sempre perseguitate fino al punto da essere soppresse fisicamente. Posso citare alcuni personaggi: Gesù, Gandhi, Martin Luther King, Giordano Bruno e altri. Questi personaggi si discostavano dal modo di pensare degli altri, le parole che pronunciavano erano "pietre infuocate" e davano fastidio. Oggi si procede con questo andazzo e, in alcune parti del globo, ci sono persone che rischiano la vita per il libero pensiero...
Eh si, appena uscita da un bel discorso simile, Max...(.ci pensa già mio figlio) a mordicchiare i miei neuroni... ogni tanto anneghiamo in discorsi senza fine, ma è stupendo condividere pensieri profondi, afferrare i suoi voli liberi, una prospettiva difficile in una società che non lo permette, anzi vuole sotterrare ogni buona intenzione, spegnere l'ardore, amputare le possibilità...quindi no, sn in accordo negando quel tipo di fuga, ribelli sempre in evasione quando occorre...
L'umanità appare costellata di "dicotomie esistenziali", contraddizioni ineliminabili a cui si può solo reagire a seconda dei caratteri individuali e delle società. Lo scontrasi tra la vita e la morte, che reca il tragico conflitto tra la finitezza dell'ambito esistenziale di ogni individuo e le sue potenzialità che in latenza racchiudono quanto è esperibile dall'intera umanità. Inevitabile e doloroso è anche il conflitto tra il bisogno dell'individuo di sperimentare la propria unicità a prezzo della solitudine e il suo bisogno di appartenenza, questo sosteneva Fromm. Quel dovrei a capo di ogni strofa, preannuncia secondo me l'inizio di quel conflitto, quindi mi porta a pensare, dovrei, ma anche no! Perché mai adeguarsi? Pulsioni ribelli...
E' l'ambiente inteso come parte metafisica che con la natura entra in simbiosi perfetta ad accalorare ancora una volta un concetto filosofico in versi.







