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Riflessioni 7 giugno 2014 · lettura 1 min · 2255 letture

Nuove albe

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Dovrei essere un martello E battere sulle rovine del Grande stile. Semplice! Oh quanto sarebbe bello! E poi trasformarmi in boato E freddare il tempo Che ha fatto il suo tempo Ed oggi si alza ancora indefesso. Ma la degenza delle parole, Mai cesellate nel calderone Dei propri sospirati narcisi, Non avrà fine alcuna Fino a che non sguazzeranno festanti Attraverso nuove condutture. Si situa al di qua e al di là del tempo Un vocabolo, genuflesso, al progresso; Desideroso di unirsi a dita tremanti Per tinteggiare nuove albe, Nuove bocche spalacate, E poi, Nuovi laghi Divelti Da nuovi emissari.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Azar Rudif7 giugno 2014

versi che suonano come un fiume in piena nel finale a far piazza pulita di tutto ciò che è inutile e stantio.

Carla Colombo7 giugno 2014

Già il titolo dice tutto, e questo bisogno impellente di rinnovamento si sviluppa articolato ed espressivo in tutta la poesia con retrogusto di malinconia, pensiero martellante nel sospiro sospeso, attimo fermo che vorrebbe alzarsi a combattente e freddare il tempo che appunto ha fatto il suo tempo

una riflessione che è un moto di ribellione e speranza, alla fine, di nuove albe da dipingere con dita tremanti ...bella e significativa

Duilio Martino7 giugno 2014

"Si situa al di qua e al di là del tempo Un vocabolo, genuflesso, al progresso; Desideroso di unirsi a dita tremanti Per tinteggiare nuove albe, Nuove bocche spalancate " Sapessi quanto mi trovi d'accordo, abbiamo una lingua tanto sottile che esiste per qualsiasi concetto (quasi tutti) un termine appropriato che lo distingue... Io non sono un "censore" ma credo che la lingua si debba arricchire e non impoverire, come spesso avviene, con un uso sconsiderato di vocaboli (molti non Italiani) che sostituiscono termini che certamente sono meglio fotografati con parole già esistenti nel nostro vocabolario. Ma che vogliamo fare se molti credono che sia il "rotolamento" delle parole a fare poesia (moderna) soprattutto se hanno un suono "tamarro"?

omissam7 giugno 2014

...c'è sempre sentimento nuevo nel tuo ragionare... questo mfai apprezzare tutto il tuo verseggiare... complimenti, di cuore

carla composto8 giugno 2014

sarebbe bello il poeta mi trova in accordo con questi bei versi originali ...significativi che portano a profonda riflessione

Alberto De Matteis8 giugno 2014

Versi che fanno molto riflettere sulla voglia che si ha nel cercare nuove forme e nuove parole per abbellimenti o altre simili cose.