Metamorfosi
Corvo
lucido e nero
posato in trespolo
di rami secchi
osservi il gelo
con perle traslucide
d’ossidiana.
Mi trapassa
quello sguardo alieno
di diversità.
Chi son’io per te?
Un altro negli altri
che t’han portato via
rami e gemme
che inondavano
l’occhio di luci.
Ora mi rubi
la collana
sul davanzale.
T’imbratti anche tu
della brama umana
di possessione
senza diritto.
E vieni a me
non più corvo
ma uomo
lacerato da istinti
di distruzione.
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