Cime

Alte, lontane, sontuose
si stagliano nel blu
di un cielo colorato
da mille bianche nubi.
Rocce compatte, dure,
friabili nelle dolci mani
di chi con passione t’accarezza,
insinuandosi tre le tue pieghe.
Dimore, dove aquile maestose
avvolgono picchi scoscesi
con ali robuste ma leggere,
graffiano le tue carni possenti
con poderosi artigli infernali.
Accogli nei tuoi antri,
come tenera madre,
leggeri batuffoli bianchi
di cotone ghiacciato.
Silenzio di tomba regna
nelle alte, maestose cime,
ai tuoi piedi
turbinosi ruscelli s’intrecciano.
Melodiose note s’innalzano
nell’insinuarsi del vento
tra le canne d’organo
disegnate dal tempo.
Raggiungi con mani protese
il Creatore,
tra cieli di blu splendenti,
tra nubi soffocanti,
in gelide notti
d’intense luci pulsanti.
©
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Commenti (2)
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Mario Bugli1 giugno 2007
Amore per le cime innevate protese verso il cielo, fino a raggiungere il Creatore... versi sentiti e veri.!
K
Kate19 settembre 2007
molto bella, in questi versi hai racchiuso l'amore che provi per questi ”giganti” della natura, splendide creature che ammaliano. scorrevole è la lettura che cattura il lettore e lo trasporta in questi luoghi silenziosi, maestosi, rigeneratori. Una descrizione minuziosa, ben curata. testo che trasmette pace, una pace che lo stesso autore trova in questi luoghi. bravo
