Tramonti sconfinati
Tramonti sconfinati
di sangue e polvere di fiele
-carovane di cadaveri imputriditi-
cortei di speranze rarefatte...
mi uccido in un vortice di puttane e solitudine
mi inondo di tristezza e gioco d'azzardo...
annebbio la mia vista d'oltretomba, imploro un dio svogliato
che irride il mio scialbo bisbetico domani... affondo lentamente
come un bisonte divorato dal branco famelico di belve
e gettato a brandelli nel fiume...
Poema dell'aldilà;
coeso sermone di foglie arrugginite e scaltre
fruscio nella notte di las vegas
tra luci addormentate e alcool nelle vene inorridite.
un cantico di saggezza per l'ultimo guerriero
senza un'arma... morte allo specchio della strega,
treno di nubifragi e perdizione.
non sono un poeta... sono un pazzo visionario...
attendo il morso della tigre
in un vestito raggrinzito e sconcio...
fauci al neon,
clessidra di minuziose rarità d'eutanasia...
perdere tutto non è poi così male,
fascino della sconfitta
mantra della religione -dove sono i fondali bluastri-
torri di castità...nella città del peccato originale
castelli di voluttà scientifica
corazza di anestesia...
lugubre prospettiva di morte.
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