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Spirituali 24 giugno 2014 · lettura 1 min · 2075 letture

Estate

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Trovo così oscena l'estate coi suoi mille esteti nelle spiagge dilaniate dal bello. Così aperta, coi suoi fiori nudi, il sole confuso col cielo il fieno così presto disteso. Trovo così aliena l'estate nelle arterie della campagna che pulsano mille macchine al secondo ad animare ciò che nel silenzio parla. E si ritira chissà dove, l'anima. Forse nel cuore di coloro i quali sono capaci ancora di annullare il contorno degli occhi per farsi pervadere nel trionfo dello sguardo, dell'immenso profondo.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (9)

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Nadia Mazzocco24 giugno 2014

Mi ha molto colpita questa magnifica ... la perfetta stesura di questo componimento poetico di alto spessore umano e spirituale. Invidio l'impareggiabile bravura dell'autore... tanta sana e buona invidia da un'appassionata di Poesia.

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andrea ristori24 giugno 2014

L'estate è una bellissima stagione sulla quale però l'inconscio umano tende a proiettare probabilmente i propri desideri insoddisfatti, quelli ludici che portano gioia e soddisfazione, una reattanza ad un regime di oscura ed "invernale" repressione della personalità che trova un'ora d'aria nel periodo delle vacanze; la mente umana generica è banale.

Rosita Bottigliero24 giugno 2014

Parto dall'ultima strofa del liberarsi del contorno e vivere uno sguardo pulito... Bellissima

Giovanni Chianese24 giugno 2014

Come dice l'autore, fuggente, è l'estate dagli sguardi indiscreti. Par che si allontani dai fracassi d'umana consistenza per rifugiarsi nel silenzio dei cuori, dove le grandezze divine hanno ancora un significato di là da occhi, distratti dall'apparente e inquinante benessere. Profonda e sentita poesia, segnalo con piacere.

già...l'oscenità dell'apparire, di mettersi in mostra e di sentirsi osservati, giudicati, più di quanto poi lo sia in realtà ...un mix di sentimenti, emozioni in questi versi, di grande gusto cmq . molto apprezzata

Azar Rudif24 giugno 2014

Sono decisamente d'accordo. Pessima stagione l'estate sia per il caldo che per un'umanità che la fa diventare oscena e aliena. Bellissima l'immagine dell'ultima strofa he rende il senso del rifugiarsi dell'anima lontano da tale baraonda d'umane attività estive.

Sara Acireale25 giugno 2014

Amo l'estate e i suoi colori brillanti. È la mia stagione preferita anche se condivido col Poeta l'alienazione che procurano il rumore e la baraonda. Penso che l'autore a questo si riferiva scrivendo di un'estate oscena. Amo il mare ma non le spiagge affollate dove non si trova nemmeno un centimetro libero, dove tutti strillano dalla mattina alla sera. Quello è un incubo. Amo godere l'estate in campagna e, di notte, guardare il cielo stellato, sentire le cicale che cantano. Così, l'estate è una meraviglia. L'estate è bella anche in città, quando si svuota e diventa più a misura d'uomo. Uno stile, questo del Poeta, sempre particolare

Riccardo Ruschetti26 giugno 2014

Anche la natura stessa è riuscita ad essere catalogata ed incastrata negli stereotipi della coscienza umana. Sì...ogni tanto questa si ribella mostrando la sua forza, ma l'uomo è sempre troppo accecato per riuscire a leggere e capire nella quotidianità offerta, in quella "normalità" che normale non è mai per quanto amore ogni giorno il sole e tutto ciò che gli gira intorno ci dona. L'estate? Per l'uomo è spesso solo uno scempio commerciale nel quale si perde il senso ed il bello di ciò che ci è stato immeritatamente regalato.

Fiammetta Campione26 giugno 2014

"e si ritira chissà dove, l'anima" è superfluo dire che l'ho "respirata"? L'anima, lo spirito, ciò che di più importante e sacro possediamo (e non so se possediamo è il termine giusto) diventano il fanalino di coda quando si è immersi fino al collo nella "materia". grande!