Estate
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (9)
Mi ha molto colpita questa magnifica ... la perfetta stesura di questo componimento poetico di alto spessore umano e spirituale. Invidio l'impareggiabile bravura dell'autore... tanta sana e buona invidia da un'appassionata di Poesia.
L'estate è una bellissima stagione sulla quale però l'inconscio umano tende a proiettare probabilmente i propri desideri insoddisfatti, quelli ludici che portano gioia e soddisfazione, una reattanza ad un regime di oscura ed "invernale" repressione della personalità che trova un'ora d'aria nel periodo delle vacanze; la mente umana generica è banale.
Parto dall'ultima strofa del liberarsi del contorno e vivere uno sguardo pulito... Bellissima
Come dice l'autore, fuggente, è l'estate dagli sguardi indiscreti. Par che si allontani dai fracassi d'umana consistenza per rifugiarsi nel silenzio dei cuori, dove le grandezze divine hanno ancora un significato di là da occhi, distratti dall'apparente e inquinante benessere. Profonda e sentita poesia, segnalo con piacere.
già...l'oscenità dell'apparire, di mettersi in mostra e di sentirsi osservati, giudicati, più di quanto poi lo sia in realtà ...un mix di sentimenti, emozioni in questi versi, di grande gusto cmq . molto apprezzata
Sono decisamente d'accordo. Pessima stagione l'estate sia per il caldo che per un'umanità che la fa diventare oscena e aliena. Bellissima l'immagine dell'ultima strofa he rende il senso del rifugiarsi dell'anima lontano da tale baraonda d'umane attività estive.
Amo l'estate e i suoi colori brillanti. È la mia stagione preferita anche se condivido col Poeta l'alienazione che procurano il rumore e la baraonda. Penso che l'autore a questo si riferiva scrivendo di un'estate oscena. Amo il mare ma non le spiagge affollate dove non si trova nemmeno un centimetro libero, dove tutti strillano dalla mattina alla sera. Quello è un incubo. Amo godere l'estate in campagna e, di notte, guardare il cielo stellato, sentire le cicale che cantano. Così, l'estate è una meraviglia. L'estate è bella anche in città, quando si svuota e diventa più a misura d'uomo. Uno stile, questo del Poeta, sempre particolare
Anche la natura stessa è riuscita ad essere catalogata ed incastrata negli stereotipi della coscienza umana. Sì...ogni tanto questa si ribella mostrando la sua forza, ma l'uomo è sempre troppo accecato per riuscire a leggere e capire nella quotidianità offerta, in quella "normalità" che normale non è mai per quanto amore ogni giorno il sole e tutto ciò che gli gira intorno ci dona. L'estate? Per l'uomo è spesso solo uno scempio commerciale nel quale si perde il senso ed il bello di ciò che ci è stato immeritatamente regalato.
"e si ritira chissà dove, l'anima" è superfluo dire che l'ho "respirata"? L'anima, lo spirito, ciò che di più importante e sacro possediamo (e non so se possediamo è il termine giusto) diventano il fanalino di coda quando si è immersi fino al collo nella "materia". grande!








