Contadino
C’è un casolare chinato nel campo che ha gettato ai piedi l’onore.
Il tetto è d’erbe invadenti, le finestre solo nidi di rondini.
Abitavi con lei quei muri contadino, albergavi la terra e la semina.
Le tue mani sapevano falciare grano e papaveri.
Solo allo scendere della notte volavano basse in carezze leggere
sul suo corpo assonnato, come soffi di tenerezze.
Le parole restavano mute, addossate al bicchiere di vino,
mentre gli occhi scintillanti come lucciole la notte
incendiavano mille fari su di lei per non perderla,
lei che avvolta in lenzuola di attese
volgeva lo sguardo al buio della campagna
in quieta preghiera.
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