Vulcani spenti
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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Condivido l'accostamento della quiescenza di un vulcano con la vita "spenta" di una razza ancora agli albori della sua evoluzione. Ma prima o poi il magma dovrà salire sopra e più il tempo passa e più distrutiva sarà l'esplosione. Interessante il senso del mistero, nell'ultima strofa, che fino ad allora rivestirà il magma.
Protoumani annichiliti in una vita non vita che per essere tale ha sempre bisogno di magma, possibilmente autoalimentato, senza aspettate input esterni
Nell'odierno vivere continuamente sollecitati da vari fattori che ci fanno non solo arrancare ma pure cadere, ecco che riempiamo all'orlo i nostri vulcani silenziosi, ma dentro di noi abbiamo un notevole marasma che cucina e produce magma a strati, che sale, sale, fino a quando e forse nel momento meno atteso esplode, le conseguenze possono essere liberatorie, ribellarsi ad un sistema che non ci piace è giusto, l'unica incognita è che questa esplosione poi non travolga noi stessi... come l'autore ben delinea nella chiusa, un mistero le conseguenze.
Un'immagine particolarmente azzeccata questa dei vulcani "spenti"...che poi così spenti sempre non sono, ma "covano" in silenzio come in attesa che il mondo si dimentichi della loro devastante forza per poi sorprenderlo nel tempo per lui più maturo... forse più giusto con la sua voce ed il suo bollente livore. Bellissima metafora che richiama quel modo di essere di chi, tacciato per inoffensivo, poi così inoffensivo non è!




