Kermesse

Non ci sono spiegazioni ad un volto che declina
né sufficienti ragioni al divincolare di quell’armonia
che rasentava a volte - autentica perfezione
Puerile, il nesso che ci lega oggi
a quel tarlo macilento
Il mio incubo peggiore
ricade
notte giorno
ogniqualvolta
si chiude il sipario
della mia kermesse
E non c’è fuga da se stessi
non c’è strada al di fuori del limite
Crederci... magari
violando la semplice naturale collocazione
Ma
ho visto un fiume
ed una diga contro la foga dei suoi flutti
In basso, giù a valle di una collina
la frenesia di tanti buoni propositi
accalcati sopra argini artificiosi
Tutt’oggi l’eco ricade
come il respiro di un leone che frana
come
Il cattivo fiato del mattino
che mi scopre
in tutto il mio
rifulgente
declino
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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