Era bionda era bella
Lei lo chiamava pivello,
poi gli diceva sei bello,
da quel: vieni, ti offro un gelato,
si stordì, ne rimase stregato.
Per gli amici era una quella,
ma per lui era sua, era bella.
Infatti era alta, era bionda
rigogliosa, tornita, rotonda,
portamento sicuro e gentile
ogni cosa faceva con stile.
Certo una donna più grande,
posata, di poche domande,
ma che sapeva baciare
e lo faceva sognare.
Forse soltanto un difetto,
spesso lasciava un biglietto:
sto via tre giorni poi torno,
e non precisava il soggiorno.
Ma lui si sentiva adorato,
per lei si sarebbe annientato;
seguitò ad amarla anche quando
come niente gli disse parlando:
hai capito che sono mondana,
non capisci che fo la puttana?
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Commenti (4)
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Cinzia Gargiulo2 luglio 2014
Comunque sia lui aveva perso la testa e non si rendeva conto di ciò che a tutti era evidente ed è quanto accade spesso nella realtà. Poesia densa di significato, gradevole alla lettura per la musicalità dei versi, molto apprezzata.
Caterina Russotti2 luglio 2014
Era bionda era bella e il suo cuore colpì ... E si sa, al cuor non si comanda, riesce persino a benda gli occhi e la ragione si arrende anche davanti all'evidenza. Molto bella con stupende rime capaci di rendere la poesia scorrevole e piacevole da leggere. Complimenti
Giovanni622 luglio 2014
Stordito dall'amore tanto da non accorgersi che non era il solo! Bellissima poesia!
carla composto4 luglio 2014
sempre un gran piacere leggere le opere di questo valente autore ... verità ironia che si sposano bene insieme... versi bellissimi



