Sera di maggio
Un piccolo fiore è nato
sulla mia mano
ne sento la linfa vitale
sino a confondersi con il mio sangue
posso vedere le creature della natura,
folletti, gnomi, fate, ondine
che come sortilegi avviluppano i miei sensi
e tutto diventa un caleidoscopio di voci.
Il mio silenzio pesa su questa terra
e capisco che il solo sussurrare,
se mai riuscissi a gridare,
non basta a farsi sentire.
Una musica di lontano echeggia
un suono di quand'ero bambino,
è un attimo e non c’è più.
Con lei è fuggita la vita
senza di lei il tempo non ha più dimensione.
Torno nei miei pensieri
nel silenzio dei passi amici
mirando le lucciole che in questa sera di Maggio
non temono il corpo che indosso.
Mi chiedo dove sia andata a finire la paura
che prendeva piede allo scadere del giorno.
Non la rimpiango perché ora riesco a toccare una rosa
senza preoccuparmi delle sue spine.
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L'autore
Maurizio Lupardini
Mi potrei definire un uomo in amore con la vita. La mia passione per lo scrivere risale a tempi remoti quando non vi era nulla se non un lume che risplendeva sulla tavola ed un foglio sul quale infondere la immaginazione. Auguro a tutti una buona vita Maurizio
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