Squarcio
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (11)
Bellissimo quello sguardo d'infinito che è insito nel cuore di ognuno di noi.
Perdersi nell'immensità aurea d'un etere abbandonato e docile, sensazione struggente inenarrabile, anche perché se ci si soffermasse a descriverne minuziosamente i dettagli si perderebbe la magia dell'attimo perituro, meglio quindi lasciarsi cullare da questo abbraccio rasserenante annullando il pensiero per godere appieno ogni soffio di carezza su di sé...tutto ciò evocato in sintetici, puliti versi che esprimono l'eccelso con luminosità arrivando dritti e rapidi al cuor!
Un dolce arrendersi a quell'immobile tepore che spalanca le porte ad ogni speranza... ad ogni saper vedere oltre le nuvole del nostro esistere. Ci si arrende e si resta in rispettoso silenzio... impossibilitati a dar vita alle parole che, di fronte a cotanto splendore, risulterebbero inutili e limitanti. E' l'anima che parla... attraverso un cuore che sa guardare ed occhi che sanno scrivere.
Un cuore riflesso nello sguardo... Infinito del mondo... Bei versi.
Molto spesso l'infinito di cui non si sa narrare ma a cui tutti aneliamo per un sorta di istinto primordiale, è talmente grande e prezioso e inconsistente che sembra difficile afferrarlo. Ed effettivamente lo è. Tuttavia siamo spinti, e ci spingiamo, verso questa forza misteriosa che sembra totalmente altro da noi per certi versi ma, per altri, fa indissolubilmente parte della nostra essenza. La discrepanza tra il desiderio di parteviparvi e la reale possibilità di farlo, non può che provocare un malessere alla nostra "anima" la quale, così inserita in un contesto materiale limitato urla il suo dolore.
"E il mio nulla il mio nessuno ha nel cuore un infinito che non sa narrare"...una chiusa che è pura meraviglia, che sa di eternità. Condivido il sentire della Poetessa... che mi ha fatto commuovere...
Vita vissuta con grande interiorità fino a scavare nelle anse del proprio essere ed intravedere quel filo dorato che, come filigrana, risplende nascosto tra le trame di una vita... Un filo che annoda l'altro capo all'infinito che ci sovrasta, mostrandosi "docile alle carezze del soffio eterno". Versi stringati e pregni d'un sentire dolcissimo, quasi una melopea liturgica che trae linfa da quell'inesprimibile eterno. Mirabile l'ultima quartina dove irrompe il proprio Io che, con forbito stile, a tratti leopardiano, si riconcilia con quel null'eterno che l'Autrice ha nel cuore, "quell'infinito che non sa narrare" (quanta modestia in questi versi!)... Un sentire che non è rassegnazione ma un riscoprir d'immenso fino a divenir tuttuno...
un ritorno alla grande con una lirica toccante e sentita... l'anima arriva dove la materia é limitata un sentire un attraverso la nostra interiorità, attraverso ciò che é eterno il mio sentito plauso
Voglio essere "fuori dalle regole" ed usare questo spazio non per commentare la poesia (stupenda oltretutto) ma per dichiarare la mia felicità nel riaverti qui in questo angolo di Mondo che intreccia parole che escono dal cuore tuo per entrare nel nostro. Bentornata e buona poesia a te.
È infinito navigare l'intimo nulla, voragine di nessuno il perdersi, nessuna parola al vento della vita, frasi non hanno peso né senso nell'indescrivibile eternità dell'anima. Versi nobili nell'indefinibile narrare lasciano orme auree nell'immaginario mondo poetico. Un forte sentire scolpisce il cuore di umile lettore.
bello questo perdersi dentro il cielo, l'infinito e lì... che avvolge l'attimo, nello struggente riflesso della propria anima, frammenti di pensieri, lo sguardo il tutto! Cielo e Terra si toccano, ci si sente piccoli in tanta immensità.Bella la chiusa!










