Sa bona manu

SA BONA MANU
Sar boches mi torran dae sa festa
che lamentu de una paristoria
contada a focu e ziminera
de janas chi ana prantu a mancamentu.
Attittande sun sar feminas oje sero
supra e sa carena chilibrada,
sar boches sun pesadas in sa ria
arpilande finzas sos isteddos.
M’ana nau chi dae meda vi tentau
e in s’isettu fi su prattu e su recattu,
sa bona manu custu sero l’ana dau
in loccu anzenu che mazzone istranzu.
Sa mama si lu pranghet’a sucuttu,
che anzone li an ghirau in sa bajone,
si l’affranzat in sa coa lastimande
ca fi petzi su vizzu irfortunau.
S’istria ser pesada a boche e notte
contande su chi a bidu in notte e luna.
una puppa ser dogada lestra lestra
dae sos’omines ei sos contos de iscopile.
GM.
TRADUZIONE
Echi di storie raccontate alla festa
come lamenti di leggende arcane
raccontate attorno al fuoco del camino
di fate che piangono la morte.
cantano lodi stanotte le donne
sopra un corpo martoriato,
si alzano le grida, si alzano i lamenti,
orripilando anche le stelle
Hanno detto che fosse predestinato
e aspettasse la sua ora,
stasera ha incontrato il suo destino
come una volpe intrappolata senza scampo.
La madre lo piange amaramente
come un agnello piegato al sacrificio,
e stringe al seno in un lamento
quel misero figlio sfortunato.
Stanotte cantava la civetta
raccontando quello che ha visto sotto la luna,
ha sentito un’ombra che si dileguava
lontano dagli uomini e le storie da osteria.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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