L'urlar dell'anima
Azar Rudif
263 poesie pubblicate
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Urlo che improvviso sorgi inatteso
porti senso d’oscure profondità
a viaggiar nelle ere del nulla
oltre il caos d’irrazional mente.
Pensiamo camminar su piedi,
ma è il falso su cui poggiamo
crediam di vivere su roccia,
ma siam su sabbie mobili
ingoiati finché siam bui spiriti,
ciechi ci aggiriamo senza méta.
Tornerò a torturarti ancora, demone!
che la gnosi del ver non m’è di tema
e condanna che tu credevi
s’è trasmuta in gran dono.
Ora torno alla mia storia
ai miei compagni morti
e rivedo rossi campi di sangue
armi abbandonate e avvoltoi.
Sono a riveder verdi valli,
colei che di passione m’amò
ancor m’è negata
e attendo di rivederla ancor
ove sarà nuovo amore tra sospiri
d’infinito e incendiario amarsi.
Mi fermerò in scriptorium
ove t’avvistai in principia
tra banchi di calami e pennini
di amanuensi maestri
che ad usar penna e spada
è l’istessa cosa.
E sarò a te, ad affondar artiglio
nel tuo nero e immondo spirto
per devastarti e annullarti
nella mia anima più nera
e nel profondo
ove giace
dilaniante urlo
ch’era tuo
ed ora è mio
per te!
AAAAAAAAAAAAAARRRRRRRGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHHHH
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
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sergio garbellini18 luglio 2014
Una lirica alquanto profonda nel suo significato più interiore, l'autore ha messo le vesti dello psicologo per mostrarci con un lessico forbito tutte le sensazioni dell'anima di fronte alle reminiscenze dell'umano umore. Una sensibilità emotiva espressa in versi poetici che riesce a trasmettere anche al lettore da restarne coinvolto. Molto particolareggiata, apprezzatissima.
Francesco Rossi18 luglio 2014
Dinamica letteraria in veste poetica, un frantumarsi di sensazioni che nella spiritualità profonda e sentita si ricompongono.

