Astratta/mente
Dispersa in labirinti
fradici di taciute cose
poi scordate dalla ragione
gocciolo rugiadosa sui suoli
angusti della mia mente.
Edere rigogliose fasciano
cumuli di sveglie insane
da cui talvolta un ticchettio
si spande a scindere la quiete.
Osservo quest'incongruo
habitat in cui dimoro
mentre sfioro leggera
gemme di idee
inerpicate su filari
di certezze antiche.
Scuri dubbi serpeggiano
tra i miei passi stupiti
e mi avvolgono spira a spira:
trattenuta giungo alla stasi.
Inclusa mi radico all'ombra
di altre mie ave e rivivo
sopita, nella creazione
di un'ansa nuova e irreale.
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