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Introspezione 19 luglio 2014 · lettura 1 min · 1025 letture

Penombra

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Sui passi del silenzio il tempo deraglia le parole. Le assenze si fanno vuoti. Malinconie di voci vecchie foto con occhi ritagliati. Nero che assorbe luce. Sentirsi inadeguati. Pesante bellezza della fragilità. Nelle piccole cose sfuggite sproporzione d’esistere. Scelgo d’amare ciò che già possiedo. Riporto l’anima in forzato equilibrio piangendo la creatura esule nella penombra della mediocrità.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (9)

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Rosita Bottigliero19 luglio 2014

Essere nascosti nella penombra per non allontanarsi dalla realtà... Versi di intensità elevata che lasciano emozioni... Bella.

piera tola19 luglio 2014

Chi sta nella penombra non necessariamente si isola, ma ad una certa distanza si legge meglio nel cuore proprio e degli altri, si osservano le piccole cose che a volte diamo per scontate, ma che per scegliere se andare o restare sui passi di un silenzio aiutano . Ci vuole più coraggio nel restare che scappare. Sottili parole per una così profonda espressione poetica che aiutano a far riflettere . Decisamente una bellissima lettura.

Giovanni Chianese19 luglio 2014

Guardarsi dentro specchiandosi nella realtà del presente, i vuoti dell'esistenza si fanno pesanti. La vita trascorsa sembra oramai un romanzo ingiallito, subentra la malinconia alleata a un silenzio inadeguato, dove luce è ombra il fragile passato del non essere stato nella voglia di esserlo. Non resta che crogiolarsi tra le cose concrete, a riequilibrare uno stato d'animo vacillante nella penombra d'immagini imperfette. È un camminare sui fili dell'esistenza questo verseggiare notevole, complimenti all'autrice.

s
santo aiello19 luglio 2014

Un decrescendo di sensazioni, un tramonto dell'anima che stanca si raccoglie. La pesante bellezza della fragilità, questo involucro di cristallo che ci racchiude e mai ci protegge. Una lirica che sembra una resa, un momento di tregua. Si sente anche un po di solitudine interiore, un raccogliersi quasi a proteggersi ancora. La sento molto mia questa lirica, entra e coinvolge l'anima. Apprezzata molto.

carla composto19 luglio 2014

un tornare indietro con il pensiero rivedere con la mente immagini sbiadite, in penombra... impressioni che faccio mie... versi declamati con maestria è un piacere rileggere questa valente autrice il mio elogio

Ventola raffaele20 luglio 2014

Nascondersi nella penombra della propria anima, scappando dalle nostre fragilità O semplicemente nascondendole agli altri... apprezzando meglio le piccole cose che ci circondano. Introspezione molto bella ed apprezzata.

Massimiliano Moresco20 luglio 2014

Nero che assorbe luce... mi richiama immediatamente il famoso buco nero spaziale che tutto misteriosamente inghiotte, anche la luce. Quindi, una situazione di, oserei dire, impotenza, forse, anche in parte voluta. E lo si evince dal prosieguo, dove in qualche modo di ci accontenta di vivere nel già conosciuto e in tutto ciò si ci lascia vivere dal proprio passato in quanto da una certa sicurezza.

emmalisa lucchini20 luglio 2014

E' quella penombra che ci permettere di guardarci dentro, spesso la solitudine non è fuggire dal mondo, ma ascoltare la propria anima, le voci, camminare nei ricordi per ritrovare quella luce quella bellezza delle piccole cose. L'Autrice con grande forza d'animo evoca quella luce, che sa che è dentro di lei, si è solo assopita per riflettere sulla vita, quei fili che conducono alla luce sono nella penombra per una riflessione... non si sono spezzati.

Salvatore Masullo27 luglio 2014

Parole che sembrano sinonimi, eppure non lo sono... L'arte di fare versi raggiunge il culmine in questa lirica ove vengono riportati termini apparentemente non dissimili ma che in realtà pesano a chi sa leggere questa meravigliosa melopea ritmica: assenze che sono in realtà dei vuoti, foto che sono dei ritagli, voci che assurgono a malinconie, bellezza fragile che pesa, nero che si fa luce... Sembrano quasi termini di senso opposto, "ossimori", parole accostate per conferire a chi legge bellissime sensazioni interiori, analizzate ed approfondite nella penombra, quando gli altri non ci guardano, quando possiamo scrutarci dentro, quando si riesce a dialogare con il nostro essere, senza essere visti. Meravigliosa introspezione in versi!