Vita
Scivola tra le fessure del granito,
mescolata con granelli di calda sabbia,
si tuffa poi, nelle scie dell’infinito,
rilasciando con la bava la sua rabbia.
Dopo essere ridiscesa aggrappata ai lampi,
viene palpata da mille lingue di serpenti,
si copre, con ferree armature di Dei e di Santi,
per potere giustificare i suoi lamenti.
Tiene ben stretto il dolce aroma di una rosa,
dopo aver tolto una ad una tutte le spine
per aspirarlo e dare "inizio" ad ogni sua cosa
e poi espirarlo per dare alito alla sua "fine"
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