I Veli dell'Anima
Azar Rudif
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C’è una soglia d’uman ratione
in mente di real comprensione
ove sol ratio mentali sbarre pone
e non rimarca spirtual confine
ove spirto s’invola ad infinito fine
Sine tema guardar negli occhi
mentre è dolce ascoltar parole,
ma non andar oltre occhi
né aldilà delle parole
è come non vedere
è come non ascoltare.
È il buio assediatore
avido e tenace predatore
di nostra spiritual luce
che entro brilla e flamma
e mostrar temiamo.
Eppur mai raggio di sole venne senza luce
nè zampillo di sole senza portar calore.
Luminiam le nostre ombre
che sol nostra invenzione sono
della luce che anima riserba.
Abbandoniam platonica caverna
e squarciamo di Maya ed Iside i veli
a scoprir nuova gnosi.
Ci attende il bussar di un Dio
che d’entrare chiede solo
a lasciar sue orme sull’anima
ché stanco è di vagar per l’infinito
e siamo noi il suo Eden.
©
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (1)
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Francesco Rossi22 luglio 2014
A parte la cura certosina nel verseggiare il poeta traccia quella linea sottile ma indistruttibile che lega l'amore universale ai veli e ogni velo sembra rappresentare un ricordo, un'emozione tra le pieghe dell'anima composte da veli perché il bianco rifletta nel buio la luminosità della nobiltà dell'animo contro la tenebre dello scuro senza luci. Immaginarsi in una notte buia senza luna, stelle ma quel bianco, quella candida e vellutata bellezza di un paradiso fatto di noi stessi nel presupposto sublime del bene assoluto il vero Eden.

