Mi presento
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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Come non si può riandare al mito della caverna di Platone leggendo questi versi? Un autotitratto quello dell'autore che appare come il faticoso percorso verso la conoscenza... ma quella conoscenza che è fra le più ardite, quella di se stessi. La strofa centrale (mia preferita) è scevra dal lieve, amaro e ironico sorriso che aleggia sulle altre...
Esternazione del proprio essere la cui posizione diventa non individuabile e senza una precisa correlazione con il mondo esterno che diviene una falsa rappresentazione in antitesi con la propria vera rappresentazione. Vera rappresentazione sulla quale rimane il mistero e l'indeterminazione della conoscenza. Letta e sentita con queste finalità e con un'atmosfera di indefinito e di indefinibile. Indefinito è il nostro mondo esterno, mentre indefinibile è il nostro Io
Un identikit che non si risparmia, in perfetto stile che contraddistingue questo autore, un percorso che lascia le tracce della propria presenza, luci e ombre sull'altalena della vita, lirica pregna di concetti filosofici che si addentrano tra i dedali dell'anima, portando alla luce tutto il marasma interiore del proprio vissuto, non vi è una strofa che non sia originale nella sua interpretazione, si presta ad una lettura molto fluida, il risultato finale è una carta d'identità da presentare allo sportello del futuro, forse con un referto ancora in piena trasformazione, ma certo è che le basi per il grande salto, ci sono tutte.



