Vegetariano motel
Ora è a pochi passi da me, pronta a lanciare il suo ultimo assalto
Nonostante le ferite sul mio corpo
E ora il suo corpo è di fronte a me sul tappeto macchiato di sangue,
Atto grottesco inteso a risvegliare qualche fantasia incestuosa sepolta
Nella violenza che ci ha lasciati sanguinanti nelle rovine psicotiche
Ora riesco a respirare anidride carbonica
Aveva male agli angoli della bocca da quando aveva imparato a sorridere,
Filtrando l’ironia ma senza allegria
Non individui astratti, sposati, né malati da Campi Elisi della tecnologia
Ora con il suo volto spento, lo sguardo dimenticato somigliava a un manichino di De Chirico
Testa scarabocchiata di formule matematiche,
Crepuscolo immerso nel suo canone inverso alla rovescia
Ospiti crepuscolari dei motel abbandonati dove i ricordi non trovano mai ricompensa alcuna
Finirò il pasto adulto più tossico dopo la pallida cucina vegetariana della mia infanzia
Come dita fluttuanti riprendevano il loro Braille alla rovescia prigioniero di un lampeggiante Linguaggio alfanumerico
Chinate gli occhi anonimi-pelle nuda a vedere la nuova vita di Lulù nello specchio del disgusto verso me stesso, ragazza di buona famiglia educata dalle suore
Ansioso di fondermi con il cielo bianco degli schermi
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Commenti (1)
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Marco Canonico Baca81756 giugno 2007
Un racconto, non ci vedo molto di più.Più esplicito rispetto ad altri tuoi scritti.Comunque Lulù sarà contenta di esser stata immortalata con discreta originalità.
