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Riflessioni 25 luglio 2014 · lettura 1 min · 2060 letture

Degrado

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Occhi ripidi a osannare il cielo nel nostro degradato marketing che svanisce nel ridicolo. Si, lo voglio ribadire! sono grondato l'altra sera come Belgrado anni '90, eppure 'cca nisciuno è fess nelle fessure del pantano che ci siamo creati. Rapirei la bora che si infrange nei capelli ma ho bisogno di un astice nelle branchie interne, per ricordare il numero dei miei primordiali respiri.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Azar Rudif25 luglio 2014

Guardando il mondo che abbiamo creato o che abbiamo trovato appena nati, spesso, ci rendiamo conto che non era quello che volevamo e che tutto è da rifare. Invece, altri nostri simili ci convivono in maniera abilmente furbesca e sfruttando la fessaggine o l'immobilismo degli altri. Da apprezzare le immagini usate a simbolo di tale degrado verso cui esiste una sola soluzione: far spazzare tutto dalla bora e munirsi di branchie in attesa del prossimo Diluvio che tutto faccia rinascere com'era ai primordi della nostra esistenza.

Catia Dinoni25 luglio 2014

Una polveriera di versi che gronda in perfetto stile Belgrado anni 90... tumulti dell'anima per i quali la secessione dal degrado é indispensabile per emergere dalle pozze di fango che se non contrastate diventano a loro volta sabbie mobili, pronte a inghiottire la volonta' dell'essere, le branchie interne dunque, necessitano di nuovo ossigeno, vento da rapire per evadere da ciò che opprime... respirando libertà, annusando profumi oltre la corazza che per necessità a volte siamo costretti a costruire. Originale come sempre... ultima strofa, una perla.

Sara Acireale26 luglio 2014

Ottima riflessione, è un pantano quello che abbiamo creato, che lasceremo in eredità ai posteri. Si può uscire dal degrado, emergere dalle sabbie mobili del pantano? Forse ma ci vuole un nuovo diluvio universale che lavi il pianeta e i nostri cuori dalla spazzatura esistenziale. Un bel diluvio per spazzare via tutto, anche le furberie dei malvagi e dei furbetti...