In punta di penna
Si fermano in punta di penna,
talora, brevi abbozzi di versi,
mentre la mano non poco tentenna
inseguendo i pensieri già persi,
fili aggrovigliati di parole
impigliati tra stanchi neuroni
che non vedranno la luce del sole.
Soffocate salate emozioni.
Potesse il cuor profferir parola!
Non avrebbe comizi da indire,
né responso che cura e consola,
avrebbe domande a non finire,
da urlare a sordi e a ciechi
che occhi e orecchie non hanno
e non senton del dolore gli echi
di ogni guerra e d'ogni affanno.
Se potesse il cuore griderebbe.
Perché tanto odio e atrocità?
Il mondo per tutti non basterebbe?
E' ferma la penna nell'oscurità,
accenna, tentenna, ferma ritorna,
rovista e scompiglia i pensieri...
Così mi sento: d'impotenza adorna,
tra agghiaccianti oscuri misteri!
©
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