Note d’acero
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (9)
sentir nell'albero note di violino... come premonizione la sensibilità acuisce i sensi percepisce ciò che quel legno custodisce gelosamente ...bel verseggio da conservare ...valente autrice
La natura offre una pace interiore e riflessioni stupende. l'albero e il suo silenzio... Bella.
In lenti passi risalgo gradini d'un immenso inascoltato... versi veramente stupendi!!! Di grande sensibilità e bravura. molto apprezzata.
Il legno che lentamente cresce, invecchia, stagiona nel novero degli anni. Grazie a te che riesci attraverso questi tuoi versi sublimi a scandire il tempo, la maturità e la stagionatura che il vecchio tronco d'acero vive e perpetua negli anni... Un sapore meraviglioso di legno e di note in retrogusto che sembrano entrare nell'olfatto e nel tatto di chi Ti legge... Lasci sempre qualcosa nel cuore e nella mente di chi si sofferma e legge le tue opere! I tuoi versi rappresentano un apprezzato viatico per chi fa sosta e si ritempra all'ombra delle tue strofe per poi proseguire, rinfrancato, verso il destino che attende ad ognuno... Grazie!
In quel legno d'acero già sento la dolce melodia d'un violino, che ritempra lo spirito donando pace armoniosa. Versi molto apprezzati.
Si apre uno spazio interiore che diventa culla e rifugio, lo scandire del tempo che fluisce dentro come una melodia... una poesia che diventa percezione attraverso la maturità degli elementi e dello spirito che si lega ad essi con lo sguardo, si salgono gradini, sì, ne troveremo sempre da salire, ma le nostre gambe saranno più forti. Molto apprezzata.
Poesia che appare come una richiesta al proprio sé di seguire la lenta pace di ferti enti dellla natura, comw appunto gli alberi. Questi, nella loro apparente imperturbabilità, donano una serenità che a noi sembra preclusa, così intenti nel seguire questo spirito mercuriale che ci ha inondato le vite. Bella poesia, metafore efficaci, buona musicalità.
Il lacero, legno robusto fin dall’antichità, divenuto parte integrante della cultura contadina, è simbolo di cuori impavidi nel paesaggio rurale. Ed è facile per un’anima sensibile raccogliersi in riflessioni durante una passeggiata rilassante tra i campi agresti di una natura incontaminata, delimitata da simbiotici filari, i cui storici dettagli vantano nobiltà di uno Stradivario. Tant’è questo lasso di tempo interminabile da ispirare un’anima nobile nel culmine di un momento magico, ed è il silenzio melodia nella sfolgorante forza attrattiva di candida luna a far da padrone, che par sentirsi volare cadenzando lenti passi tra note di un immaginario mai ascoltato. Molto bella, è di una sensibilità oltre l'impossibile, questa lirica.
stupenda metafora dell'albero, che cresce, invecchia, dona, si raccoglie dentro questo acero il cammino della vita. C'è silenzio, l'anima riflette, raccoglie, percepisce accarezzando l'albero la grande potenzialità nel divenire violino, una rinascita, nel lento passo della vita, un approdo per ognuno, quell'immenso inascoltato gli elementi prendono vita. Udibile alla sensibilità di questa Autrice.









