Il Gallo Poeta

Il mio gallo si crede poeta
è diventato una barzelletta,
scrive così come gli viene
sempre le stesse cantilene,
io lo lascio fare, mi fa tenerezza,
altrimenti mi muore di tristezza,
ora non sa più cosa inventare
ma per gli applausi si dà da fare,
fa frasi che spaccia per sonetti
che declama dall'alto dei muretti,
ci mette in mezzo la filosofia
senza sapere manco cosa sia,
crede di essere il Re del Sole
e che l'alba arrivi solo per le sue parole,
sul tronco preferito la sua pagina
piena di cuoricini già immagina,
invita le galline ad imitarlo
ma sempre due o tre sono a farlo,
sicuramente quella con i tacchi a spillo
che se lo raggira come un birillo,
quell'altra con la coda di pavone
che spera di attirare l'attenzione,
anche un tacchino ogni tanto gli da retta
per darsi un tono ci mette la crocetta,
lui grida, chiama, mette manifesti dappertutto
e non s'accorge che oramai ha perso tutto,
l'anima afflitta che cerca una via d'uscita
da quell'ingorgo di fanghiglia fitta,
la dignità del canto originale
magari roco ma almeno personale,
quello senza rima un po' così così
ch'era sempre e solo il suo chicchirichì,
si specchia oramai nel secchio vuoto
della sua vanità con il cervello cotto.
Gonfio il petto un dì volerà sulla grondaia
annunciando a tutti: 'HO IL NOBEL DELL'AIA'! !
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L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
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