Senza uscita
Dove vai, minuscolo goffo essere,
che pur senza artigli né scudo
scampasti a preistoriche ere
e ancor proliferi tra secoli di storia
macchiando il Creato d'orrendi delitti?
Laviche colate di sangue innocente
bagnano la terra e gridano giustizia,
in questo mondo che giusto non è.
Rimbalzando tra bene e male,
padrone d'ogni tuo agire
o pedina piegata ad arcani voleri,
avesti genesi casuale nel cosmo infinito
o voluto fosti per imperscrutabile destino?
Ed io che qui in silenzio siedo, assorta,
e da lontano osservo
con la mia muta rabbia
l'alta marea di questo mare d'indifferenza
son sola e son niente,
e tormento invano la mente.
Ogni singolo granulo di questo universo
ruota da secoli infiniti,
lenta evoluzione d'un brodo primordiale
perenne mutazione di cosmica materia,
mentre, naufraga, mi perdo nei perché
che mai troveran risposte.
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Commenti (2)
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piera tola3 agosto 2014
Dicono ci sia sempre una via d'uscita, quando non si trova è perché non la vogliamo trovare, questo è da non giudicare, in ognuno di noi si fa forte la volontà a volte non basta per superare. Risposte hai perché ... in questo mondo dove l'indifferenza uccide e trascina nella solitudine diventa proprio un tormento per la mente, ecco qui si diventa arrendevoli . Colate di sangue in un mondo di fiori, prendiamo coraggio di quello che resta, proviamo a cercare una via d'uscita ancora nascosta.
G
Genesio10 agosto 2014
Immagini molto forti ed importanti. Metrica stringente e vivida .Un senso di solitudine impotente permea questa lirica, lasciando tuttavia intravvedere scorci di realtà imprevisti o non graditi. I miei complimenti.
