Anima fragile
Cieco come la notte sono andato sognando
nel crepuscolo del tempo,
mentre la mia anima fragile
svaniva in silenzio.
Come un aquilone volitivo
trasportato nella danza del vento,
mi son svegliato lontano dai sogni
nello spazio raccolto nel buio.
Sono stato nella mia malinconia
inginocchiato dentro i miei occhi
alla ricerca di un infinito ferito
nella mia anima sanguinante.
Ho voluto essere onda nella buriana
per scavare dentro il mio tormento
e ho dormito in libertà,
mentre i gabbiani mi rubavano il cuore.
Le mani giunte aggrappate in preghiera
come artigli ad accarezzare i pensieri
in un mondo lontano dal tempo,
come un epilogo inutile.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Francesco Rossi8 agosto 2014
Il poeta affronta in versi un percorso interiore, se vissuto o meno questo non traspare dalla poetica anche se la voce verbale è al presente, questo è un vantaggio per il lettore che puo' liberamente misurarsi con questa introspettiva. Il verseggiare fluido facilita molto la lettura.
