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Sociale 8 giugno 2007 · lettura 2 min · 1125 letture

Il ventre di Altamura

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Domi 160 poesie pubblicate
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Dalla mia finestra vedo del cibo cotto, crudo, fresco, conservato Dagli olezzi mefitici dei più pregiati formaggi agli odori nauseabondi del pesce fresco che appesta l’aria e la luce che fu creata Dalle carni spettrali alle primizie esotiche Io sono un bizzarro cittadino di una città satolla dopo un pasto luculliano Abbuffata orgiastica dei sensi finalmente appagati Qui, non potreste far sesso rigenerante alcuno criminalizzato dai benpensanti, tabù sociale e mediatico Queste migliaia di persone senza lacrime, intrise di menzognero amore platonico, di falso romanticismo e di spiccata elusività, hanno bisogno di riflettersi nello specchio della corruzione della classe piccolo borghese dominata dall’arrivismo Il ventre di Altamura nei suoi odori pestilenziali, nelle atmosfere degradate e predecadenti riduce a notte d’estate e fango della strada lo sperimentale proletariato altamurano La mia città è ventre di metallo in cui regna un caos urlante dei furbetti della politica, della finanza creativa, dei pettegolezzi e della rivalità per causare tragedie Le mie idee rivoluzionarie a conoscere la verità mi catapulteranno sulle passerelle dell’abisso del settore del pesce Città violentata dalle corporazioni e dai poteri forti, crolla il paradiso mentre i selvaggi danzano senza raggiungere la finestra della festa della notte prima dell’alba delle mercanzie- carne umana Ehi voi se non volete farvi schiacciare dall’ubriachezza del denaro, dagli orrori della promiscuità politica, dall’oblio d’ogni onesto sentimento, dalla vergogna, dallo scandalo per la morte degli ideali assopite la vostra morale in atto nel ventre di Altamura
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