Il ventre di Altamura
Dalla mia finestra vedo del cibo cotto, crudo, fresco, conservato
Dagli olezzi mefitici dei più pregiati formaggi agli odori nauseabondi del pesce fresco che appesta l’aria e la luce che fu creata
Dalle carni spettrali alle primizie esotiche
Io sono un bizzarro cittadino di una città satolla dopo un pasto luculliano
Abbuffata orgiastica dei sensi finalmente appagati
Qui, non potreste far sesso rigenerante alcuno
criminalizzato dai benpensanti, tabù sociale e mediatico
Queste migliaia di persone senza lacrime,
intrise di menzognero amore platonico, di falso romanticismo e di spiccata elusività,
hanno bisogno di riflettersi nello specchio della corruzione della classe piccolo borghese dominata dall’arrivismo
Il ventre di Altamura nei suoi odori pestilenziali, nelle atmosfere degradate e predecadenti
riduce a notte d’estate e fango della strada lo sperimentale proletariato altamurano
La mia città è ventre di metallo in cui regna un caos urlante dei furbetti della politica, della finanza creativa, dei pettegolezzi e della rivalità per causare tragedie
Le mie idee rivoluzionarie a conoscere la verità mi catapulteranno sulle passerelle dell’abisso del settore del pesce
Città violentata dalle corporazioni e dai poteri forti,
crolla il paradiso mentre i selvaggi danzano senza raggiungere la finestra della festa della notte
prima dell’alba delle mercanzie- carne umana
Ehi voi se non volete farvi schiacciare dall’ubriachezza del denaro,
dagli orrori della promiscuità politica,
dall’oblio d’ogni onesto sentimento,
dalla vergogna, dallo scandalo per la morte degli ideali
assopite la vostra morale in atto nel ventre di Altamura
©
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