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Introspezione 14 agosto 2014 · lettura 1 min · 2054 letture

Retine

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Sembra che il manto scuro sia culla che coccola il cuore ma, per staccare la spina dorsale cresciuta sopra un terremoto, è necessario un narcotico per volare quando cessa la scossa. Nel mentre miasmi ribollono nel luogo in cui gravitano i veri desideri, dei partecipanti al corso per umani in divenire. E poi il rotolare delle retine quando il sole aleggia nel sangue sospende l'affondo del mondo arpionando un sorriso spontaneo. È così che vaste porzioni di personalità disponibili evaporano nel vasto assortimento delle possibilità umane dove il vento, che si fionda nel volto, strappa i millenari fantocci inanimati.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Carla Colombo14 agosto 2014

Molto sagace, con una chiusa inquietante che riporta al manto livellante della Morte con tutti quei "fantocci millenari" evaporati, siamo tutti fantocci in fondo ma per esserlo un po' meno ricordiamocelo, almeno avremo vissuto! E questo raggio di consapevolezza sembra emergere nella bellissima 3a strofa, quando inaspettatamente troneggia un sorriso spontaneo, in quei momenti di quieto vivere in armonia con noi stessi e con gli altri, rari e per questo sorprendenti, mentre dovrebbero esser normalità!

Riccardo Ruschetti14 agosto 2014

Una visione chiara ed ineccepibile di quanto l'andare umano sappia perdere la visione ed il gusto reale delle cose quando viene a perdersi quel "sole nel sangue" lasciando così brancolante nel buio l'anima. E' così che retine illuminate di verità assoluta sapranno assaggiare il vento rendendo vivo il loro percepire ed il senso di ogni passo terreno.

Catia Dinoni14 agosto 2014

È così che vaste porzioni di personalità disponibili evaporano nel vasto assortimento delle possibilità umane dove il vento, che si fionda nel volto, strappa i millenari fantocci inanimati Parto dalla chiusa, chi sono questi fantocci inanimati? Forse sono proprio loro, quell'assortimento di sfumature grigio scure che avvolgono di cupezza il cuore, provocando il sisma del battito, facendo ribollire dentro ed impedendo quella crescita, quel io che vuole essere partorito nuovamente puro, e far sì che il cordone ombelicale delle paure venga reciso, rivestendo lo sguardo di luce, assorbendo la sua energia per curare brucianti cicatrici, di desideri relegati all'angolo. Retine attente dunque, per cogliere le possibilità...in divenire