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Dialettali 17 agosto 2014 · lettura 2 min · 1148 letture

A'nvidiosi

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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Gni vorda che nasce un cristianu s'ansidiano dentru lu su core sia li sentimenti voni che l'anema amprofumano come n'fiore sia quilli tristi che l'anema guasteno. Tra li vrutti ce sta a''nvidia che è a pegghiore essenno un pidicello che cresce a dismisura come u tarlu rusicchia pianu pianu e spigne l'omo ad annà cuntru natura. E quilli da issa currusi campeno male, essenno de tutto e de tutti nvidiosi nun cionno mai pace! Jelusi so delli poracci arvestiti de stracci, delli gran signori ricuperti dall'ori, nun se cuntentanu de gnente je pare d'avecce sempre menu de l'andra jente. Cionno l'anima nira come a pece! Sempre l'avronno dentru, infunu allu campusantu dove tutti finemu e ce scommettu sin d'adessu che anco lì,svircianno a tomba de lu vicinu, dimenticannose d'esse anche issi dentru u fossu, vuardanno le artrui costule e cianche s'encazzeronno dicenno:-abbrucelu! E ossa sue più de le mje so vianche!- traduzione gli invidiosi Ogni volta che nasce qualcuno s'insidiano nel suo cuore sia i buoni sentimenti che l'anima profumano come fiori sia quelli cattivi che l'anima guastano. Fra quelli malvagi c'è l'invidia che è la peggiore essendo un peduncolo che cresce a dismisura come un tarlo rosicchia piano piano spingendo l'uomo ad andare contro natura. Coloro da essa corrosi campano male essendo di tutto e di tutti invidiosi non hanno mai pace! Gelosi sono dei poveracci rivestiti dagli stracci dei grandi signori rivestiti con gli ori non si accontentano di niente pare loro d'avere sempre meno dell'altra gente. Sempre l'avranno dentro, fino al camposanto dove tutti finiamo e ci scommetto sin d' adesso che anche lì, sbirciando la tomba del vicino dimenticando di essere anche loro sepolti nel fosso guardando le altrui costole e gambe s'arrabbieranno dicendo:-ammazzali! le sue ossa più delle mie son bianche!
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Commenti (4)

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Francesco Rossi18 agosto 2014

L'invidia una vera malattia che purtroppo ferisce le sensibilita' perche' quesi per natura sono portati a distruggere tutto quello che noi costruiamo.

carla composto18 agosto 2014

veramente da leggere e rileggere ... sempre liriche intense e piene d'insegnamento il mio elogio

lucio lucentini18 agosto 2014

Lo scrivere in dialetto è un dono che spero Non si perda nel tempo, identità è un valore Importante da conservare e a cui come lettore son grato. Poi La divertente ironia che mette in luce i nostri più evidenti E veniali peccati è magistrale e arricchisce la poesia. Un bellissima lettura. Ps. Mi sembra ricordare che Dante li rivestì ad espiare Nei colori della pietra.

Giacomo Scimonelli14 settembre 2014

l'invidia ...un ''sentimento''che va a braccetto con la cattiveria gratuita... non sopporto gli invidiosi e non capisco che cosa possano provare sinceramente... versi originali e melodiosi...