Kashmir

Venne piantato ad una croce
sanguinante, la sua corona di spine
essa era la sorgente, egli il lungo fiume
i suoi piedi pallidi ne eran la foce
Siede alla destra del Padre
per l'erroneo umano piacere
di creare in ciò che fa il tempo
chiese un ultimo sorso da bere
Non per risorgere
non per tentazione
ma per partire
alla volta d'una nuova religione
Fede e razionalità
sono l'epifania d'un'unica stella
che brilla al nome di umanità
Partì esausto
al calar del Sole
furon le ferite
a placar il suo dolore
Quando in braccio a un asino
seguì la stessa stella
che lo stesso giorno anni prima
s'unì all'oro, all'incenso e alla mirra
L'ultimo sospiro
pronunciò s'una duna lontana
prima di dissolversi
nella sabbia del Kashmir
Siamo fogli pronti da scrivere
siamo figli delle stelle
pronipoti di comete
madri di noi stessi
La realtà è solo un sogno
vissuto nel profondo
solo se come tale
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