La storia d'amore tra il Re Perseo e la Regina Cassiopea di Eritrea
Il tramonto dell'Occidente
Inebriava al vento i suoi costumi
Di quei poveri bambini
Costretti a sorridere come marionette
E i prati soprusi
Continuavano a cantare
Su cieli monotoni
Su false scale musicali
Nelle notti di S. Pietroburgo
Il Caucaso sembrava così vicino
E dal guanciale caldo d'un cuscino
Vedevo il menestrello, pittore dell'aurora, dipingere il mattino
E nei valzer dell'amore
Potremo ancora ballare
Un attimo solo per il dehor dell'infinito
Una tazza di caffè d'Arabia nella quale perdersi
Tra le nostre vecchie bocche d'amanti
I capelli dorati della Regina Cassiopea
Il mantello plasmato di suo marito Perseo
Dalla terra colorata d'Eritrea
Ora sono qui nel cielo
Ed un violino spezzato
Non è la fine di una storia
Non è la fine di una melodia
E' solo un intervallo di riflessioni
Tra i silenzi che costituiscono l'eternità del creato
I possedimenti celti
Sedimentarono le catene vichinghe
Impegnate a soppiantare sogni
Ed ad eiaculare speranze, come io ora faccio,
Nella vulva della divina fantasia
©
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