Insensato
Il più delle volte
mi rassegno lieve,
all’incoerenza strutturale
di questo quieto mio stare
nel mentre in cui sto.
Altre rido,
sabbiosa e ripida,
del paradosso imbiancato
d’etica e morale
e svariati altri tentativi
di costruzioni vane
per dare un senso
una legge, una guida
ad un caos travestito
da ordinate città.
Altre ancora mi chiudo
in un bozzolo ombroso,
intristita e agra
ad inghiottire bile.
Perché troppo spesso
onore e gloria
giustizia e conformità
si definiscono, improprie,
al sacrificio di individualità.
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