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Riflessioni 9 settembre 2014 · lettura 1 min · 688 letture

La Follia come gioco di specchi

V
Valerio Giongo 52 poesie pubblicate
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Stanno con gli altri solo per tornare a casa col cuor leggero per aver fatto ciò che la legge bassa impone, o essere il migliore, o essere normale. Il genio, il creativo, colui che non si è mai adattato alla società, vive vagante nel tempo da lui creato. Mia dolce Creatura, colata al vento in uno screzio d'orgasmo eiaculato. Quando le parti s'invertiranno e il sopra sarà tutto sotto. Abbi pietà di Me... La follia umana è il sublime, ed ancora oggi, incompreso ritorno alla natura. Davanti a me, solo il passato, fuori di me, un uomo che vede dentro di voi, un uomo là fuori riflesso in infiniti specchi che egli chiama passatempi voltandosi al futuro e voi orgogliosamente vita, fregiandovi nel passato. Un uomo che dipinge un uomo che dipinge al punto da sbiadire la sua immagine e convincersi di essere unico e diverso da tutti per poter commettere gli errori di tutti e illuso dal suo effimero piacere condurre il suo seme indenne al suo scopo: procreare
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Valerio Giongo
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