Le strade degli Incas
Chimera era lontana,
Quanto il suo nido di voraci predatori
Le aquile del deserto solcavan l'orizzonte
Mentre l'ammasso di nubi scarlatte materializzava
Improbabili oasi.
Fu solo in quella sera
Che persi il proverbio alla speranza del buon tempo
Come l'attrito per la buona novella
Un diverbio catechizzato da bambino.
Come i noiosi piaceri della meccanica borghesia
Decaduta in una notte sola
Notte senza stelle.
Sono ora le vecchie bidelle
Le maestre di vita
E rettrici della scuola.
Parlatemi degli Incas e delle loro strade, cosa c'è di strano?
Sono stufo di Costantino e nel cielo la sua croce
Da duemila anni sull'argilla la storia portavoce
Su cui vi è scritto: "ammirate delle stelle i popoli, e la loro arte del grano!"
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