Implosione
Straccio la carta
prima che avida
s'imbeva dei rivoli
di ansie smaniose
che pesano gravide
ad ogni mio fiato.
Frantumo i suoni
tra i denti serrati
le labbra sbiancate
trattengono tese
lo slancio furioso
del grido arcuato.
Sbarro le palpebre
strette membrane
a ciò che m'inquieta,
che non si trasmetta
a scrigni neurali
che s'aprono bui
invasori di pace.
Irrigidita, immobile
fino allo squarcio
che frantuma il petto.
Sento lo scoppio
delle fibre lo strappo
in brandelli miei.
Mi rarefaccio
in singoli atomi.
Ed io non son più.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi12 settembre 2014
Opera poetica di intensita' e interiorita'. Parte la poetessa con il frantumare ma via via ricompne i pezzi on poetoca espressiva.
