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Morte 12 settembre 2014 · lettura 1 min · 1968 letture

Ricordi

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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C'è un intangibile filo rosso a legare l'indirizzo celato del cuore. C'è un centro dal quale rami dipanati dall'essenza con foglie colorate e colline assediate dall'organza formano un tappeto sui piedi predisposti a fendere la fascia costiera di un altro giorno. Quel centro che è essenza di un'associazione di idee soffuse e poco chiare ma che lampeggiano, nel capitolo della vita, compenetrazione di conseguenze. E poi immagineresti mai che l'io è un guscio che naviga tremante sull'inconscio? Una piccola unità di misura dell'essere ma dalla cui essenza nulla si tange o si respira o si raggiunge? Sì, eppure viviamo ma sembriamo già affissi ad un album di ricordi Perché nero è il respiro del mistero che si fa chiaro nelle pupille di un bambino: basta un soffio sul passato collettivo e la polvere semplicemente rifugge la sedimentazione, dissolvendo condizioni destabilizzanti per la germinazione.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (6)

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Carla Colombo12 settembre 2014

"nero è il respiro del mistero" "sembriamo tutti già affissi ad un album di ricordi"...aleggia oscura presenza di final destination, fatal destino, malinconia amara in questi versi, un ordine delle cose che irrita chi vorrebbe di più...

Sara Acireale12 settembre 2014

"Sembriamo già affissi a un album di ricordi"...Parole che sono come pietre, fanno molto riflettere. In effetti ciò che era presente un istante fa è diventato già passato e fa parte dei ricordi. Ma allora noi, esistiamo soltanto nell'attimo presente e ciò che eravamo prima, non siamo più adesso e come saremo domani? Se incominciamo a porci delle domande, il dubbio come un tarlo divoratore si fa strada nelle vene e allora, che fare? È una domanda senza risposta, oppure può avere più risposte viste da prospettive e angolazioni diverse...

Catia Dinoni12 settembre 2014

Il cammino dell'esistenza, quel filo rosso, il destino, che non c'è dato sapere cosa ci riserverà (particolarmente bella la prima strofa) dove poi al centro dell'essere delineano progetti non del tutto chiari, sono conservati nel paniere dei desideri, ove però ogni decisione prevede una conseguenza... E quell'io in balia degli eventi, dove rifugiamo spesso nell'impalpabile consistenza, quanto vorremmo toccarlo... oppure in qualche modo sorreggerlo dalle fatiche, per essere oggi e non subito ieri. Perché un nero si compatta sfogliando forse il domani... ma se si potesse guardare con lo sguardo innocente di un bambino, forse consoliderebbero le basi per germinare verso un futuro privo di sedimenti del passato.

Franca Donà astrofelia12 settembre 2014

Devo dire che l'autore, oltre a capacità poetiche non indifferenti, ha spiccate tendenze psicologiche e introspettive. Molto profonda ...mi piace quell'Io come un guscio che naviga tremante nell'inconscio "

Rosita Bottigliero13 settembre 2014

album dei ricordi... Questo resta nella mente e nel tempo... Tra i colori dell'istante e la ferma immagine del cuore. Bella... Ottima per forma e contenuto

Alberto De Matteis13 settembre 2014

"viviamo ma sembriamo già affissi ad un album di ricordi... nero è il respiro nelle pupille di un bambino", parole profonde che pongono delle domande sulla esistenza umana e sul destino dell'uomo, a cui occorrerebbe dare delle risposte... ma il mistero comunque rimane sempre: Chi sono io? Perché sono nato? Cosa c'è dopo questa vita terrena? Ognuno di noi, a mio avviso, potrebbe trovare qualche barlume di risposta nel proprio intimo, nella propria coscienza. E' una poesia, questa del bravo autore, intrisa di malinconia e di un non certamente velato pessimismo. che ricorda in certo qual modo il grande Leopardi.