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Fantasia 12 settembre 2014 · lettura 2 min · 1123 letture

Il liutaio

V
Valerio Giongo 52 poesie pubblicate
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Iuta, carta profumata conosciuta alle lezioni delle medie di educazione tecnica strati rumorosi di confusione nel cielo di nuvole grigie la materia diventa ispirazione: sotto l'albero senza foglie, vidi il cielo. Nella sua casa col cero bagnato sistemava delicatamente gli ultimi crini di cavallo piegava l'acero dei suoi sogni repressi posati in cinque righi al piedistallo. Un semplice ed umile liutaio lontano dai fari e dagli spari ma nella mano ricurva e impallidita l'arte antica del maestro Stradivari. Tessuta a età matura come la vendemmia gocciolava in settembre il suo raccolto mai pronunciava pubblicamente bestemmia per paura di non essere sepolto. Donne ed amici se n'erano volati nel cielo spesso e sporco del domani dove si trascendono pur cavalli alati nei sogni i re son anche porci e cani. Spesso si sa che la compagnia non giova allora giovincello andò in bottega per imparare l'arte ambita del violino poi assistente ma dapprima in prova. Egli nella sua timidezza non riscontrava in sé politici ideali e per strada a basso mento in pieno Risorgimento con frivola fermezza s'incamminava dritto e luce all'associazion dei liberi asociali. Senti cosa dice: "suona dolce il mio violino, che inneggia alla gloria degli altari, e senza l'uso di droghe, potere e vino, alla suprema verità conduce!" Firmato; Antonio Stradivari.
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