Il liutaio
Iuta, carta profumata
conosciuta alle lezioni delle medie
di educazione tecnica
strati rumorosi di confusione nel cielo di nuvole grigie
la materia diventa ispirazione:
sotto l'albero senza foglie,
vidi il cielo.
Nella sua casa col cero bagnato
sistemava delicatamente gli ultimi crini di cavallo
piegava l'acero dei suoi sogni repressi
posati in cinque righi al piedistallo.
Un semplice ed umile liutaio
lontano dai fari e dagli spari
ma nella mano ricurva e impallidita
l'arte antica del maestro Stradivari.
Tessuta a età matura come la vendemmia
gocciolava in settembre il suo raccolto
mai pronunciava pubblicamente bestemmia
per paura di non essere sepolto.
Donne ed amici se n'erano volati
nel cielo spesso e sporco del domani
dove si trascendono pur cavalli alati
nei sogni i re son anche porci e cani.
Spesso si sa che la compagnia non giova
allora giovincello andò in bottega
per imparare l'arte ambita del violino
poi assistente ma dapprima in prova.
Egli nella sua timidezza
non riscontrava in sé politici ideali
e per strada a basso mento
in pieno Risorgimento
con frivola fermezza
s'incamminava dritto e luce
all'associazion dei liberi asociali.
Senti cosa dice:
"suona dolce il mio violino,
che inneggia alla gloria degli altari,
e senza l'uso di droghe, potere e vino,
alla suprema verità conduce!"
Firmato; Antonio Stradivari.
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