Un nemico
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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"Un nemico mi dice quel che sono a volte meglio di un amico"...capperi, è verissimo! Nel nemico leggiamo apertamente ciò che più infastidisce di noi, grande occasione per migliorare o almeno prendere coscienza delle nostre parti da smussare, quelle che un amico amabilmente non denuncia per due motivi: o perché gli vai bene così come sei e questo è il massimo, non per niente anime affini si attraggono, oppure perché proprio perché ti vuol bene e ti accetta nei tuoi limiti, anche se vede qualcosa che non va non se la sente di dirtelo...
spesso più di un nemico si ha bisogno di chi obiettivamente ci contrasta tirandoci fuori senza troppi giri di parole da situazioni di pantano interiore e senza mezzi termini ci scaraventi "nella cruda realtà dei fatti". Ci sono anche situazioni in cui se non avessimo sul serio una figura nemica da controbattere non avremmo modo di "muoverci" con energia. Fa tutto parte di una sana evoluzione che mette in conto qualche schiaffo oltre che mille carezze. Indorare la pillola non servirà se dentro di noi fermenta qualcosa... ciò che si vuole conoscere ed ottenere e magari combattere è quello che ci ostacola il cammino e per valicarlo va affrontato. Non credo alle persone perennemente in stato di "pace e amore", spesso implodono dentro, macerano.
Un nemico è dichiarato, sai con chi puoi aver a che fare, sai chi è, puoi decidere se e quando affrontarlo per combatterlo. Con gli amici vivi la convinzione di un percorso semplice apparentemente, ma il risveglio che prima o poi sarà, farà ancora più male, di ciò che un nemico ti possa fare. Questo mondo ci dà ogni giorno un'amara sorpresa e pure lo amiamo ma con chi possiamo prendercela in concreto, quando ci colpisce negli affetti e nella vita quotidiana (pace amore etc.) Ma se il nemico lo conosciamo perché ci conosce possiamo sempre provare in concreto a combatterlo. Un sacco di parole BLA BLA BLA, accorgendoci, che chi ci ha veramente tradito può essere il nostro più caro amico e, senza coraggio di guardarci negli occhi.
da un menico non ti aspetti ipocrisia o sdolcinatezze costruite... i nemici molte volte sono meglio degli amici, che a volte non riesci a capire, di fronte ad un nemico puoi a priori difenderti ... bella lirica che mette in risalto le false amicizie ...
Di fronte a tanta ipocrisia di cui è pieno il nostro mondo, a volte si sente quasi istintivamente il bisogno di qualcuno che ci dica in faccia la verità...chiamatelo come volete... ma l'importante è che parli con sincerità e senza alcuna acredine. Introspezione profonda.
Esistono molti sistemi per creare un nemico... Mi hanno colpito queste parole perché sono vere. C'è un proverbio che dice "Dagli amici mi guardi Dio perché dai nemici mi guardo io"...Un nemico ti sbatte in faccia la verità nuda e cruda... forse per ferirti ma un VERO AMICO non ti dice buglie pietose ma verità, magari addolcite anche se non ti giudica e ti accetta. Bisogna che ci sia qualcuno che ci dia una "sana sferzata" per farci capire i nostri errori, superare gli ostacoli. In questo modo si potrà maturare, capire che si può sbagliare, togliere il paraocchi...
Dato che l'autore dichiara espressamente di cercare nemici, vorrei accontentarlo subito, facendogli sapere che secondo me questo scritto non ha tanto la forma di una vera poesia, ma piuttosto quella di un buon piccolo saggio introspettivo. Detto questo (ma è solo un gusto personale!) , sono anch'io d'accordo sul contenuto ("Tanti nemici, tanto onore", diceva una volta un tizio...) , anche se pure un amico, se è davvero tale, dovrebbe avere la funzione di denunciare, magari soltanto con un po' più di garbo, i nostri errori, i nostri difetti e i nostri limiti.
Quanto si potrebbe scrivere... Un esame senza veli, incubare per poi nutrire un nemico in grembo, che attraverso il suo cinismo ci spalanchi gli occhi sulla realtà, non ci sentiamo sicuri nemmeno potendo masticare molluschi (possedendo un certo benessere?). Mi fa pensare all'atteggiamento filosofico del pensiero socratico, ossia la scuola cinica, il rifiuto all'agio per rincorrere la purezza del pensiero, volendo esprimere con questo comportamento un significato preciso, che prevedeva il disprezzo dei beni materiali a quello che indica tutt'oggi il disprezzo dei beni umani o comunque quel mondo idealistico fatto di quei bla bla che nomina qui l'autore, quindi un nemico, che come in questo caso non è letale ma funge da catalizzatore per l'io.
Ho letto attentamente la poesia e penso che, oggi, non abbiamo tanto bisogno di cercare un nemico, ne abbiamo molti intorno a noi travestiti da amici. Quello che servirebbe è la ricerca della sincerità e della verità; pochi son coloro che sanno vivere di verità. Con la verità condita con l'olio della sincerità si vivrebbe in un mondo circondato da amici.








