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Riflessioni 30 settembre 2014 · lettura 1 min · 2150 letture

Latente

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Mi sgoccioli dentro e via, col sapore della partenza, col futile nuotare ancora nella mano. Si stropiccia e s'accartoccia la futilità che amo bombardare. Non voglio osservare il mio sconcerto, i suoni e i toni e i neuroni che avrei voluto donare ai sensi non sono che una sagra dello sconforto. Che non dimentichiate la lingua mia che batte e duole muta, ogni colore riottoso ritroverebbe la separazione da una bocca socchiusa a serraglio. Grazie! Ma non l'ho chiesto io di esistere e resistere in questa stratosfera dove puoi solo respirare e poi cromare i lunghi anni sotto l'egida della sconfitta. Come la fronda che si s'arrampica alla vita, oserei scalare la mia catena nel sottoscala macchiato di sole dove latente, con occhi spacciati, pungola lo stanco incedere vilipeso dalle mille coalizioni amiche.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Franca Donà astrofelia30 settembre 2014

Letta e riletta con attenzione, già l'incipit mi ha colpita e quel sentire ccontradditorio dell'io, messo a dura prova dagli eventi, spesso frustranti del vivere, quel volersi rbellare, ma latente un senso d'impotenza aleggia. autore

Giovanni Chianese30 settembre 2014

Verissimo, il nascosto in noi si fa avanti goccia a goccia sugli scarsi interessi che ci attanagliano in questo strano mondo, che par giri all'incontrario. Quante volte abbiamo stroncato la lingua a voler dire ciò che non è lecito

Alberto De Matteis30 settembre 2014

...Non l'ho chiesto io di esistere e resistere... ma tocca a noi saper resistere ad ogni costo per non essere sovrastati dalle circostanze sfavorevoli che, purtroppo, ogni giorno si parano davanti. Interessante e profonda riflessione.

Azar Rudif30 settembre 2014

Ultima strofa illuminante e filosofica considerazione sull'inutilità del vivere se questo vivere è un insieme di sconfitte e di battaglie contro coalizioni più forti di noi. Che la vita sia una sconfitta continua potrebbe essere un valido punto di vista, ma il bello del vivere è proprio nell'affrontare le avversità, i nemici coalizzati, alzare le vele proprio quando la tempesta soffia più forte in sfida al vento. Versi amari amplificati dall'uso di termini sofisticati e immagini non solo originali, ma dotati di grande ritorno emotivo e figurativo...(... cromare i lunghi anni sotto l'egida della sconfitta).

Catia Dinoni30 settembre 2014

Trovo sia un testo scritto molto bene, spazia come sempre tra profonde congetture, tra il filosofico e il realismo attuale di una società che non raccoglie medaglie e riconoscimenti, rasentiamo spesso il fallimento, mastichiamo amari bocconi serviti dalla "sagra dello sconforto". E sono parole che non guadagnano l'uscita verso il pianerottolo di luce, soffocano nel sottoscala del non manifesto... vilipese appunto da coalizioni amiche. Bella tutta, la strofa finale un capolavoro, degna di lode.

Rosita Bottigliero1 ottobre 2014

L'esistenza e la resistenza appaiono come una sfida alla vota. Molto apprezzata. Bellissima

rita iacobone4 ottobre 2014

Filosofica verità,ci hanno messi su questo mondo e costretti a combattere ogni giorno contro "coalizioni amiche." Quello che possiamo fare è resistere più che si può guardando sempre davanti per scorgere il nostro domani, immaginandolo migliore del ieri.