Lapidazione
Come un animale predestinato
legato sopra un altare sacrificale,
il tuo viso rigato di paura
nascosto dentro un velo oscurato dal tempo.
Oracoli stolti che decretano il martirio
invasati da un Dio impietoso e lontano,
ignoranti e carichi di rancore,
a sovrastare la donna che è madre del mondo.
La tua colpa racchiusa in un amore,
scolpito sulle pietre insanguinate
scagliate per ghermire la tua anima,
lacerando le tue carni nell'inutile supplizio.
Piegata come una bambola inanimata,
nei sussurri di dolore gridati nell'indifferenza
lontani dai fratelli impietrititi dal rancore,
sola, dentro un sogno ormai svanito.
Un amore blasfemo negli occhi impuri
radicati nei secoli lontani dal cielo,
dove i fantasmi dei padri hanno dimenticato
la distanza tra il cuore e la ragione.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Azar Rudif3 ottobre 2014
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, disse qualcuno che dopo 2000 anni rimane ancora inascoltato. Versi che descrivono in maniera viva il senso di un'atrocità che solo l'uomo era capace di inventarsi. MA è un uomo questo o è solo un bipede che neanche cammina, ma striscia nella polvere?
