Vicoli di Genova
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (10)
Non ci sono mai stata fisicamente, ma leggendo questo testo è come essere letteralmente catapultati tra i vicoli stretti dove pullulano tra le mura di storia il vociferare del marasma di un piccolo mondo a sé, nell'incastro perfetto tra passato e presente delle radici profonde che ostinate (giustamente) difendono quei balconi, restii al mutare delle usanze. Che belle immagini riesce l'autore a trasmettere, un labirinto dove facile credo sia perdersi, dove l'inquilino gatto fa da sfondo ovunque si sposti lo sguardo, o forse vuole semplicemente accompagnare chi s'addentra nella fortezza, ai margini del mare... un bel perdersi.
I carrugi ben rivivono nei tuoi versi che sanno di vita e quotidiano rumore e passione di chi ne abita ancora le case. Un bellissimo affresco ...
Chi è stato anche una sola volta a Genova non può che riconoscerla in questi bei versi, e farsi da essi catturare. C'è quel senso di angustia, di strettezza (così ben caratterizzato dai "carugi") , c'è la (prudente) accettazione delle diversità (le porte aperte, ma con le catenelle), c'è la paridisiaca onnipresenza dei gatti (chi non ricorda "La gatta" di Gino Paoli?) e c'è la consapevolezza che Genova è solo una parentesi tra il mare e le colline, parentesi che però entra nell'animo e che si è restii ad abbandonare.
Genova è come la descrive il poeta... un vedersi altre... Molto apprezzata... Bella
Vocii e odori questi vicoli di un passato ancora dettano storie antiche a difesa di un luogo ritenuto un misto di sacralità e fatiscenza. Si aprono con un certo fascino alla vista del mare in lontananza, filtrando la luce di una città moderna. Con contrasti evidenti di una trasformazione delle abitudini e dei costumi di civiltà marinare si proiettano fra parentesi d'incantevoli golfi come regine. Con vicoli stretti i borghi chiusi fra antiche mura, sono dipinti d’autore nelle grandi città, e questi versi che fotografano immagini di una diversità strutturale remota e di etnie immigrate nel tempo, sono lo specchio di una realtà che si protrae negli anni. Senza adulazione di parte, ammiro attonito il poetare di quest'autore.
Leggendo questi versi mi viene voglia di visitare Genova, di perdermi dentro i suoi vicoli, di conoscere "gli antenati del Poeta". È una descrizione accurata delle stradine di Genova, dei suoi labirinti... Il centro di questa città l'ho davanti agli occhi, con l'accoglienza alle diversità ma... con misura, con le catenelle... Un 'immagine simbolo questa delle catenelle come dire "ti do fiducia ma non troppo"... I gatti, col loro miagolio ravvivano i vicoli e viene voglia di raggiungerli e accarezzarli ma loro scappano, sono inafferrabili.
Il poeta delizia il lettore con il suo verseggiare, i vicoli a Genova hanno il loro fascino particolare, sia in passato quando convivevano genovesi napoletani e calabresi fino agli anni 76, poi la storia cambia, la realtà genovese multi etnica che viene vissuta in modo drammatico proprio perché è frutto di emarginazione; prima era una realtà fatta di folcrore: banchetti, sigarette di contrabbando, Vecchie e giovani prostitute che quando passavi per fare un giro si offrivano con ostentata disinvoltura. Una realtà dura ma bella. Oggi è improponibile gustare quella atmosfera. Peccato per chi non l'ha vissuta.
Con questa poetica descrizione dei vicoli di Genova, il Autore ci conduce per mano in quelle stradine particolari, che oramai hanno cambiato la loro connotazione originaria; ma penso che in ogni parte della nostra amata Italia succeda qualcosa di simile. Considero la bella lirica come un quadro plastico che dà tanto calore.
Antica e illustre città marinara che continua a trattenere forte il suo passato e che lo regala a chi tra i suoi carugi s'addentra con alle spalle un manto di cielo azzurro. Intenso l'amore del poeta per la sua terra.
Genova, voci di mare, gatti e gente . Scorci di vita, rifiuti e delizie . Un tocco verace e pittoresco in questi versi.









