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Introspezione 11 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1926 letture

Patti scellerati

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Gettai un'ancora nel ceruleo mare giù in fondo, sempre più a fondo, un abisso di colori, di tonalità affettive, giù per l'altezza dello spirito assoluto, l'ancora non trovò nulla a cui aggrapparsi e cercai, con un amo assetato di sporgenze, di strappare l'aderenza all'esistenza. Dapprima pescò lische di rottami poi, in una nebulosa ribollente, levigate pietre di perdizione. Oh! Ma quanto è bella l'estensione della comprensione, ogni logica uccide ciò che non vuol morire! Ma continueremo a smembrare l'oscurità nell'eterno sole della razionalità, Uno, due, tre, che inizi lo sviluppo! E periremo, nella bramosia d'incidere una tacca nella melmosa galassia dove danzano gioiosi i nostri quozienti operativi.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (4)

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Elle L11 ottobre 2014

Il buon senso è la fusione di uno straordinario cocktail che si beve prima del tiro alla fune dove non solo è la forza la protagonista ma anche la resistenza... Navigare Mister è affrontare il mare, è bagnarsi, annaspare, risalire, affrontare. Il mare è profondo, pieno di pesci, lenze, reti... e qualsiasi viaggio è meraviglioso. Ogni tanto una sosta, ogni tanto si approda ma poi si riparte e via l'ancora... si continua a incidere nella galassia ogni respiro che risale e si disperde.

Catia Dinoni11 ottobre 2014

Scendere a patti con un'ancora che ci tiene fermi? Non lo so... raschiare i fondali a volte non è un bene, si va a smuovere la fanghiglia, memorie di trascorsi lontani sul rancore sospeso in quell'abisso a volte ostile, ma se l'ancora non si aggrappa, allora vuol dire che bisogna continuare il viaggio, cercare altri porti dove comprendere l'estensione ...isole emerse per approdare alla salvezza, per affondare le tracce del proprio passo, dove vergine è il bagnasciuga, dove realizzare le nostre idee di ammodernamento di una società che finora c'ha fatto imbarcare solo acqua e sputare sale amaro. Mi piacerebbe che l'unico patto fosse quello stipulato con me stessa, dove poter dire, io ci sarò e farò la mia parte... fino in fondo.

carla composto13 ottobre 2014

poesia che ci ci trascina lontano tra realtà e fantasia ...sempre lieta di leggere questo bravo autore...

Giovanni Chianese13 ottobre 2014

Nella chiusa il poeta sbroglia i nodi della matassa. Interpreto questo sentire come una protesta verso i nostri politicanti, che adottando provvedimenti atti a disincagliare l'ancora dell'agonia finiscono per incastrarla. Probabilmente in materia di economia sono gli ultimi della classe, visto il grafico della crisi economica. Oramai le aziende sono al lastrico, e quelle in credito verso gli organi istituzionali fanno malamente sperare dato il crescente quoziente operativo col conseguentemente aumento del fabbisogno finanziario nei confronti dei fornitori, portando molti imprenditori a dichiararsi insolventi nonostante il credito avanzato. Dice bene l'autore, moriremo speranzosi tra quozienti operativi.