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Natura 13 ottobre 2014 · lettura 1 min · 4350 letture

Genova per noi

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Giù, riesce difficile ottenere provvidenza, è così semplice il cielo nel suo ciclo scombinato e sregolato. Giù i giusti tracimano dai tetti e l'acqua, melma e sangue urlano in verticale come se le pendenze fossero versioni dell'inaudito. Giù si soffre in fondo alla valle della disdetta, diseguali modificazioni sopprimono memorie popolari selezionando nuovi binari dai monti ai mari. Qui si vive di spazi stretti di ripidi strapiombi sull'asfalto, di feritoie nel terrore a mutare prospettive stanche. Qua e là si punta il dito asserragliati sulla collina, ma l'orecchio tremante origlia la Dolce sorniona che con un balzo deciso graffia, il cantico sommesso di una vecchia Signora.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (5)

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Sara Acireale13 ottobre 2014

Non è stata soltanto la natura a fare questo scempio ma anche l'incuria di chi (avendo responsabilità) si è disinteressato di correre ai ripari. L'assurdità della condizione attuale dell'uomo è che, pur avendo acquisito la capacità tecnica di fare fronte alla natura, continua a comportarsi nei suoi riguardi con superficialità, senza considerare che, perseverando nel suo folle comportamento, causerà ripercussioni negative che con il tempo potrebbero generare in una catastrofe immensa...

La gente semplice, le case arroccate sulla collina, a strapiombo sul mare, sui torrenti che, non solo a causa della natura ribelle, sotto scrosci impetuosi d'acqua, traciamano e si portano via anni di sacrifici e lavoro! L'incuria, l'abusivismo delle costruzioni, la burocrazia ...fango sulla povera gente . Molto sentita e condivisa

Catia Dinoni13 ottobre 2014

Nera che porta via che porta via la via nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera nera che picchia forte che butta giù le porte... Il torrente Bisagno non é una novità, chi abita questi luoghi sa benissimo che quando s'ode il suo boato, si trema. É l'uomo purtroppo che non ha ancora capito che la natura non va imprigionata sotto i propri piedi, quando per smania di costruire si viola l'equilibrio precario di un territorio così fragile, il risultato non può essere che quello sotto gli occhi di tutti, ginocchia piegate nel fango costrette a raccogliere ciò che rimane di una vita fatta di sacrifici. Poesia immensa, che racconta il vero spirito di Zena, di chi sa. La vecchia Signora anche questa volta rialzerà la testa.

Alberto De Matteis14 ottobre 2014

E' vero, la Natura non è stata per nulla provvida per Genova e per tutti i Genovesi, ma l'incuria dell'uomo, come ben già osservato, l'indifferenza di coloro che avrebbero dovuto provvedere e prima ancora prevedere, ha fatto il resto. Lirica da plauso.

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andrea ristori21 febbraio 2015

Sei veramente un grande artista; ho immaginato, leggendo, la storia, le storie, il mistero fitto dell'inorganico sembiante trascendente dell'antico naturale murales genovese; un desiderio di mare nel incerto e suadente intrico di vicoli in un ristagno temporale senza sbocchi nel dedalo illuminato da oscure lanterne.