Oscura e luce
Come il vento avvicina i fuori,
tu mi sfiori le invisibili carezze
della tua essenza.
Sei l'ovunque del mio girovagare,
la sostanza regina delle mie droghe.
La tua pregevole natura,
come la poesia
ipnotizza sui rami le foglie,
rimane oscura, infinita.
Sei la fica del male,
accogli il mio seme oscuro
a partorisci in me questi figli folli.
Quel rossetto,
velatura sublime tra il rosa
e l'indefinito,
mal cela il rubino
delle tue labbra crudeli,
popolate di baci
e da indicibili parole d'amore.
Sei il cuore che ho nel petto,
l'ora ferma dell'orologio rotto,
la profondità delle tenebre,
ma figlia legittima della luce.
©
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