Il canto
Posero scuri alla luce
alti pini, soglie di granito,
al vespro udii il canto
leggero come piuma,
superò il tramonto
e corse verso luce.
Come incanto volò alto
superò anche i pini
lasciando addormentato
nel piccolo suo nido
di morbide piume avvolto.
Tetro, rigido udii
lievi cinguettii
e un palpito sommesso
udii dentro il cuore
mio caro pargoletto.
Or tu riposi
candido angioletto
all’ombra di quei pini
col canto tra le fronde
mi paiono violini.
Hai presto lasciato
un mondo complicato,
non hai avuto affanni
neppure dolci inganni
or riposa e a te giunga il canto.
©
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L'autore
genoveffa frau
Amo scrivere,amo la natura e ciò che la compone tento di trasmettere le mie emozioni,sono impulsiva e questo è il mio più grande difetto. Ho tanto da imparare se mi rimarrà tempo, scrivo tanto perchè ho la sensazione di non averne.
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