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Impressioni 20 giugno 2007 · lettura 2 min · 2918 letture

Restituiscimi le ali

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Daniele Locchi 124 poesie pubblicate
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Avvolto dal tepore della nebbia mattutina scruto le ombre a indovinare la fonte ma non ho più pazienza salito fin quassù osservo la rugiada colare dalle foglie e diventare guazza sopra la terra scura Dov’è l’incanto promesso? Dove le stelle ai piedi e il sole in viso? Dov’è il lento dispiegarsi delle stagioni che sfiora lieve il volto tuo sereno? Dov’è finita l’alba del lieto nuovo giorno se tutto intorno è oscuro, cupo e uguale? Se cellule impazzite inventano le morti per occhi ancora in cerca della vita? Sarebbe stato facile per te illuminare tutto d’immenso e cancellare il pianto donando riso a fiori e bimbi e un prato di violette un prato per noi tutti per tutte le speranze per le mie debolezze per le nostre viltà Siamo soltanto umani, né dei né demoni! Quelli, ce li hai inventati tu per divertirti con le nostre spoglie scommetti su chi sale e su chi piomba giù per celebrare il lutto dentro uno schermo lucido azzurrino con il vestito chiaro d’un papa benedettino Grazie, ma grazie mille per tutta ‘sta premura di costruire recinti nei quali farci correre felici come pecore al comodo riparo del tuo lupo cattivo. Restaci tu qui, e aspetta cappuccetto oppure biancaneve che vuole sette nani per diventare grande Restaci tu qui, in questo mondo in bianco e nero dove il grigio è il solo risultato e le onde limacciose di tsunami strappano sorrisi a bamboline thai per regalarli a imprese della ricostruzione che nuove torri di babele innalzeranno verso il cielo, quel cielo rivenduto come se fosse la tua casa dove il nostro dito mai non ci arriverà. Ma a noi, che non abbiamo più coraggio che non abbiamo un briciolo di fede che non ne abbiamo ancora mai abbastanza, restituiscici le ali!
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(in morte di Francesca)

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Daniele Locchi
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Commenti (2)

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Leaf20 giugno 2007

difficile scrivere un commento che renda giustizia a un testo così importante.Scorre con stupefacente fluidità attraverso concetti che possono definirsi le basi stesse dell'umanità, debole, fragile, di fronte all'incomprensibile... Difficile descrivere il senso di partecipazione provato leggendolo.In definitiva, una poesia notevole.

Zima20 giugno 2007

un testo lungo, ma che scorre come fiume in piena tra i mille pensieri che s'attardano nella mente del lettore, una poesia importante nei contenuti, densa di ribellione verso la fragilità del mondo e degli esseri umani... non si mettono facilmente insieme le parole per un commento adeguato, ma mi è piaciuta molto e soprattutto, con l'amaro in bocca per tante cose storte che ogni giorno siamo costretti a vedere, mi lascia a pensare...